Domani, alle 12, si terrà una cerimonia di grande significato presso il parco di Villa Grazioli a Roma. In questa occasione, sarà inaugurato un monumento dedicato a Čyngyz Ajtmatov, illustre scrittore e diplomatico kirghiso, con la presenza dell’Ambasciatore della Repubblica del Kirghizistan, Taalai Bazarbaev. Questa iniziativa celebra non solo la vita di Ajtmatov, ma rafforza anche i legami culturali fra Italia e Kirghizistan, sottolineando l’importanza della letteratura come ponte tra i popoli.
Il monumento ‘Monte Ajtmatov’: un tributo alla cultura kirghisa
L’opera, intitolata ‘Monte Ajtmatov’, è stata commissionata dal Governo kirghiso e realizzata in collaborazione con il Comune di Roma, che ha autorizzato l’installazione nell’area verde di Villa Grazioli. Questo evento rappresenta un’importante tappa nella costruzione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Kirghizistan, instaurate grazie all’incontro avvenuto a Roma nel mese di ottobre 2024, tra la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente kirghiso Sadir Japarov.
Ajtmatov, noto per le sue opere che riflettono la cultura e la storia del suo Paese, è considerato un simbolo dell’identità kirghisa, e il monumento si configura come un omaggio alla sua eredità. Riconoscimento che si estende non solo alla sua carriera letteraria, ma anche al suo impegno come diplomatico. La scelta di immortalare Ajtmatov in questo contesto ha lo scopo di mettere in luce il suo contributo alla letteratura mondiale e il suo ruolo nell’affermazione della cultura kirghisa nel panorama internazionale.
Alexey Morosov: l’artista e il processo creativo
Il monumento è realizzato dall’artista kirghiso Alexey Morosov, che ha dedicato due anni alla sua creazione. Morosov ha attinto a materiali storici e ricordi personali per dare vita a quest’opera, utilizzando un blocco di marmo di Carrara e un blocco di travertino romano. Questi materiali, di grande rilevanza storica e culturale, rispecchiano la tradizione monumentale di Roma, creando un forte legame visivo e concettuale tra il Kirghizistan e l’Italia.
Il volto di Ajtmatov è scolpito nel marmo, rappresentato in una fase giovanile e con uno sguardo intenso, frutto di una tecnica che mescola elementi tradizionali romani con l’approccio contemporaneo del decostruttivismo. Questo connubio stilistico mira a evocare le maestose montagne del Kirghizistan, luoghi cari allo scrittore, alla ricerca di un equilibrio tra l’essere umano e la natura circostante. Il titolo ‘Monte Ajtmatov’ trova le sue radici nella tradizione kirghisa di dare nome alle montagne, un gesto che testimonia rispetto e riconoscimento per figure e eventi significativi della storia.
La carriera di Alexey Morosov e il suo impatto artistico
Alexey Morosov è nato nel 1974 a Biškek, in Kirghizistan, e vive in Italia dal 2015, dove si è affermato come scultore, pittore e architetto. La sua carriera artistica è iniziata nei primi anni Novanta e ha visto un’ascesa costante, con diverse mostre e riconoscimenti prestigiosi. Morosov ha studiato presso istituzioni di rilievo, tra cui l’Istituto Politecnico Statale del Kirghizistan e l’Istituto Statale Accademico d’Arte di Mosca. Ha vinto premi importanti, come il Gran Premio alla II Biennale di Arte Contemporanea di San Pietroburgo nel 1992.
L’artista ha collaborato con importanti musei, tra cui il Museo di Stato Russo e la Fondazione Sefirot. Le sue opere sono presenti in varie collezioni private e pubbliche, e la sua prima grande mostra personale nel 2011 ha segnato un momento chiave nella sua carriera artistica. Nel 2016, ha presentato il progetto ‘Pontifex Maximus’ al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, evidenziando la sua ricerca sulle interazioni culturali tra passato e presente.
Nel 2024, ha proseguito la sua trilogia espositiva con ‘Exodus’ a Pisa, esplorando ulteriormente il dialogo tra l’eredità classica e l’arte contemporanea. La continua evoluzione del suo lavoro riflette un forte impegno verso la valorizzazione delle radici culturali e la loro reinterpretazione nel contesto moderno. Morosov, grazie alla sua esperienza e creatività, porta avanti un messaggio di scambio culturale che si intreccia con la storicità e l’attualità, rappresentando efficacemente le identità di entrambi i Paesi.