Ad Ancona nasce la 'Carta etica dello sport femminile': un impegno per parità e inclusione

Ad Ancona nasce la ‘Carta etica dello sport femminile’: un impegno per parità e inclusione

Ancona firma la ‘Carta etica dello sport femminile’, un impegno per garantire parità di genere e accesso equo agli impianti sportivi, coinvolgendo le amministrazioni locali in un cambiamento culturale.
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Ad Ancona nasce la 'Carta etica dello sport femminile': un impegno per parità e inclusione - Gaeta.it

Oggi, 26 gennaio 2025, Ancona ha dato un segnale forte e chiaro in favore della parità di genere nello sport. Nella sede di Palazzo del Popolo, il sindaco Daniele Silvetti ha firmato, insieme ai colleghi di Sirolo e Numana, Filippo Moschella e Gianlugi Tombolini, la ‘Carta etica dello sport femminile’. Questo documento rappresenta un passo importante verso il superamento delle discriminazioni di genere nel mondo sportivo, impegnando le amministrazioni locali a garantire un accesso equo e senza barriere agli impianti sportivi.

Il significato della ‘Carta etica dello sport femminile’

La ‘Carta etica’ non è solo un simbolo, ma un vero e proprio impegno delle amministrazioni comunali. Come sottolineato da Margherita Santicchia, direttrice generale dell’Associazione nazionale atlete e autrice del documento, la parità di genere va considerata un principio fondamentale che deve far parte della cultura collettiva. Santicchia ha affermato che non si tratta solo di “difesa delle donne”, ma di un’inclusione che deve essere riconosciuta e accettata da tutti. Il documento invita a riflettere sull’importanza di garantire uguali opportunità in un settore, come quello sportivo, che ha un impatto significativo sulla vita sociale e culturale.

Adriana Macchi, presidente nazionale di Soroptimist, ha evidenziato un problema di rappresentanza femminile nel settore sportivo, con sole due donne alla guida di 49 federazioni sportive. Questa disparità evidenzia un bisogno di cambiamento e di una maggiore attenzione verso il linguaggio utilizzato nello sport, che spesso non riflette la realtà delle donne atlete. La firma della ‘Carta’ ha già trovato approvazione in oltre 100 comuni tra cui Roma e Milano, incoraggiando altre amministrazioni a seguire il modello di Ancona.

Responsabilità dei comuni nella promozione dello sport femminile

Il sindaco Silvetti ha descritto la ‘Carta etica’ come una nuova opportunità per migliorare la situazione nello sport locale. Durante la cerimonia di firma ha spiegato che il documento rappresenta un modo per disseminare buone pratiche e rendere visibile l’impegno delle amministrazioni nel migliorare condizioni e strutture per tutti gli atleti, indipendentemente dal genere. Con una crescita della popolazione straniera della città che ha raggiunto il 15%, Silvetti ha sottolineato l’importanza di affrontare le diversità e le fragilità come parte di un approccio integrato.

Moschella ha confermato che, seppure la firma possa sembrare un atto simbolico, si trasformerà in interventi concreti sul territorio. L’amministrazione è convinta che lo sport possa fungere da strumento per combattere la violenza di genere e le discriminazioni che colpiscono le donne a qualsiasi età. Tombolini ha aggiunto che è essenziale diffondere la consapevolezza che la discriminazione non ha posto nella società. La ‘Carta etica’ rappresenta quindi un passo significativo nella costruzione di un futuro più equo per le nuove generazioni.

Una chiamata all’azione per impianti sportivi inclusivi

Con la ‘Carta etica’, l’Assist si rivolge specificamente ai sindaci per chiedere una gestione più inclusiva degli impianti sportivi. Gli amministratori locali devono garantire che ci sia accesso paritario sia per gli atleti maschi che per quelli femminili. Un aspetto cruciale menzionato da Santicchia è la necessità di attentare alla disparità nei premi, che continuano a penalizzare le donne. Fabio Luna, presidente del Coni Marche, ha ribadito l’importanza di un supporto maggiore per le donne nel mondo sportivo, evidenziando le sfide che affrontano nel conciliare impegni sportivi e familiari. L’obiettivo comune è quello di eliminare i divari di genere e rendere lo sport accessibile a tutti.

Infine, Andrea Carloni, storico giornalista sportivo e presidente di Ussi Marche, ha messo in luce la necessità di un cambiamento nel linguaggio utilizzato nel raccontare lo sport femminile, evidenziando come la responsabilità ricada anche su chi comunica. Questo impegno collettivo per la parità di genere nello sport è solo l’inizio di un lungo percorso, ma rappresenta una chiara volontà di cambiamento da parte delle istituzioni.

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