Al Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, corsi di formazione al lavoro per migranti e vulnerabili

Al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, corsi di formazione al lavoro per migranti e vulnerabili

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Al Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, corsi di formazione al lavoro per migranti e vulnerabili - Gaeta.it

Un importante progetto di inclusione e formazione è stato avviato al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, con l’obiettivo di offrire opportunità di riscatto sociale a 10 corsisti provenienti da situazioni di vulnerabilità. Questo programma, fortemente voluto da Papa Francesco, mira a promuovere dignità e integrazione attraverso il lavoro nella natura e nel rispetto dell’ecologia integrale, all’interno di un’area di straordinaria bellezza.

I corsisti: storie di vita e riscatto

Esperienze diverse, sogni comuni

Tra i candidati al corso di formazione, si trovano individui con storie di vita variegate. Luca, 33enne di Isernia, ha superato una difficile esperienza di dipendenza e ora si dedica al recupero e alla reintegrazione nella società grazie anche a questa opportunità formativa. Con parole cariche di emozione, Luca racconta della sua volontà di ripartire e di come il programma al Borgo lo aiuti a costruire un futuro migliore.

Ascanio, originario dell’Iran, è approdato in Italia per studiare Arte, ma le circostanze lo hanno portato a lavorare come giardiniere, scoprendo in questo lavoro una connessione profonda con la natura, che lo ha avvicinato alla fede cristiana. La sua storia evidenzia il potere della trasformazione e della crescita personale, consentendogli di trovare la propria voce in un nuovo contesto.

Ahmid, un’esperienza di vita riflessa in ogni parola. Fuggito dal Marocco, ha dedicato la sua vita al lavoro di fioraio per 32 anni. Il periodo difficile causato dalla pandemia lo ha portato a perdere tutto, ma grazie al parroco della sua parrocchia è arrivato al Borgo Laudato si’ e ha riacquisito il sorriso e la passione per le piante, che considera una forma di terapia. Le sue parole esprimono un amore autentico per la natura e una nuova speranza per il futuro.

Il ruolo del maestro giardiniere

Un’esperienza che va oltre la professione

Antonio Rotondi, punto di riferimento all’interno del progetto, non è solo un maestro giardiniere, ma un vero e proprio mentore per i ragazzi. Con larga esperienza nelle Ville Pontificie, Antonio offre loro non solo competenze tecniche, ma anche la passione per il lavoro nella terra. Attraverso l’insegnamento dei gesti quotidiani, come la potatura e la cura del verde, i ragazzi imparano anche a prendersi cura di se stessi.

Antonio osserva come ogni corsista, pur venendo da percorsi diversi, trovi la forza e la dedizione per dare il massimo, creando un ambiente di supporto reciproco. Le prime settimane hanno visto i partecipanti cimentarsi nell’uso di attrezzi da giardinaggio, come motoseghe e decespugliatori, e imparare le basi della cura del verde. Queste attività pratiche sono affiancate da momenti teorici, che conferiscono al corso un approccio olistico all’educazione.

Questa sinergia tra teoria e pratica è fondamentale per il processo di rinascita personale di ciascun partecipante e rappresenta un’opportunità unica per riconnettersi con la propria dignità. Il lavoro nella natura diventa così una metafora per la cura della propria vita e del proprio benessere.

Il borgo: un esempio di ecologia integrale

Un paradiso di biodiversità e bellezza

Il Borgo Laudato si’ si estende su 55 ettari delle Ville Pontificie, un luogo dove si incontrano natura e spiritualità. Qui i corsisti non solo apprendono parti pratiche legate al giardinaggio, ma entrano anche in contatto con un ambiente che ospita oltre 300 specie vegetali e numerosi esemplari secolari. Il Leccio, simbolo del Borgo, testimonia la forza e la resilienza della natura, un messaggio di speranza e continuità che si riflette anche nelle vite dei partecipanti.

Il paesaggio è ricco di giardini ben curati, parchi, viali alberati e aree archeologiche, creando un microcosmo di bellezza e tranquillità ideale per la crescita personale. I corsisti sono coinvolti in un apprendimento attivo, a stretto contatto con la natura, il che favorisce il benessere psicofisico e la connessione con un mondo che spesso viene trascurato.

L’impatto e il futuro del progetto

Prospettive di integrazione e inclusione

Nei prossimi mesi, nuovi corsi di formazione si stanno preparando per accogliere altre persone in situazioni vulnerabili. Padre Fabio Baggio, direttore del Centro Alta Formazione Laudato si, conferma l’obiettivo di continuare a dare priorità a categorie sociali normalmente escluse da qualsiasi opportunità di apprendimento. Questo progetto non è solo una risposta ai bisogni immediati, ma si propone come modello di inclusione e solidarietà.

Grazie alle sponsorizzazioni e alla generosità di numerosi sostenitori, il progetto prevede un accompagnamento a lungo termine per i corsisti, per garantire la loro integrazione nel mondo del lavoro. Ognuno di loro avrà accesso a un anno di supporto post-corso, fondamentale per navigare le sfide del mercato del lavoro e costruire nuove prospettive future.

Il Borgo si profila quindi come un luogo di formazione e speranza, dove la spiritualità, l’ecologia e il desiderio di trasformazione personale si incontrano per dare vita a una comunità inclusiva e dinamica.

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