Approvato il nuovo statuto della Lega: centralizzazione e durata del mandato per il segretario

Approvato il nuovo statuto della Lega: centralizzazione e durata del mandato per il segretario

Il congresso della Lega a Firenze approva un nuovo statuto che centralizza il potere del segretario, introduce vicesegretari eletti e promuove una governance più inclusiva e formativa.
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Approvato il nuovo statuto della Lega: centralizzazione e durata del mandato per il segretario - Gaeta.it

Il congresso di Firenze ha approvato un nuovo statuto per la Lega, che sostituisce il precedente regolamento risalente al novembre 2018. Questa modifica avviene in un contesto politico in continua evoluzione e segna un cambiamento importante per il partito, fondato sulle basi della Lega per Salvini premier. La riforma, ora in vigore, sancisce una nuova era di governance, con il segretario federale che avrà un potere e una durata di mandato amplificati.

Modifiche significative al potere del segretario

Il rinnovato statuto segna una netta transizione verso una centralizzazione del potere all’interno del partito, sottolineando un ruolo dominante per il segretario federale. Questo avrà un mandato di quattro anni, un incremento rispetto ai tre anni previsti dal precedente regolamento. Un altro aspetto rilevante è la possibilità per il segretario di scegliere fino a quattro vicesegretari, un cambiamento che consente una rappresentatività più ampia delle diverse regioni italiane. Tale decisione è mirata a garantire una presenza equa delle varie macro-regioni del paese nel vertice del partito, da sempre un elemento cardine della strategia politica di Matteo Salvini.

In aggiunta, i vicesegretari potranno essere selezionati tra i membri militanti, con una rimozione della precedente restrizione che richiedeva almeno dieci anni di militanza. Questo rappresenta un tentativo di ringiovanire la leadership del partito e attrarre nuove leve, aumentando così il radicamento della Lega in tutto il territorio nazionale.

Riorganizzazione del Consiglio federale

Il Consiglio federale della Lega subisce una revisione significativa, con l’inserimento dei vicesegretari come membri con diritto di voto e parola. Rimangono parte del Consiglio anche i segretari delle varie articolazioni territoriali, per i quali decade però il vincolo di avere un numero minimo di soci. Questa modifica intende rendere il Consiglio federale più rappresentativo e inclusivo. La composizione attuale prevede anche membri eletti dal congresso, il coordinatore del movimento giovanile e altri rappresentanti regionali che, per la prima volta, potranno esprimere il loro voto.

La riorganizzazione mira a promuovere un approccio più partecipativo e democratico, favorendo il dialogo e l’inclusione delle voci provenienti da diverse aree geografiche e politiche all’interno del partito. Questo cambiamento riflette un forte desiderio di rafforzare le strutture interne e la governance democratica.

Simbolo e identità del partito

Il nuovo statuto reitera anche i dettagli riguardanti il simbolo del partito, includendo caratteristiche che rispecchiano la tradizione della Lega. Il simbolo “Lega per Salvini Premier“, così come l’emblema di Alberto da Giussano, restano invariati, a dimostrazione della continuità e dell’identità del partito. Anche se il segretario ha ottenuto la registrazione di brevetti relativi al marchio, non si preannunciano cambiamenti significativi in materia di logo o nome ufficiale.

Questa decisione indica la volontà di mantenere un forte legame con la propria storia e il proprio brand, mentre la governance interna si evolve. Le eventuali modifiche future al simbolo potranno avvenire in sede di Consiglio federale, con procedure semplificate rispetto al passato.

Formazione e responsabilità dei membri

Infine, il nuovo statuto sottolinea l’importanza della formazione continua per i membri del partito attraverso la creazione di “Scuole Quadri permanenti“. Questo approccio ha l’obiettivo di garantire che i membri siano ben preparati e informati, elemento ritenuto fondamentale per partecipare alle elezioni locali. È interessante notare come gli eletti e coloro che ricoprono cariche politiche retribuite siano ora obbligati a contribuire finanziariamente al partito, sottolineando la necessità di una gestione economica più centralizzata e responsabile.

Queste innovazioni intendono migliorare l’efficacia del partito nel rispondere alle sfide politiche e sociali attuali, favorendo un’azione collettiva e strutturata. Le sanzioni per il mancato rispetto delle nuove disposizioni mirano a garantire un comportamento consapevole e responsabile da parte degli eletti.

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