Approvato il rapporto sulla politica di difesa e sicurezza comune 2024 dal Parlamento europeo

Approvato il rapporto sulla politica di difesa e sicurezza comune 2024 dal Parlamento europeo

Il Parlamento europeo approva la politica di difesa comune 2024 con 399 voti favorevoli, evidenziando divisioni tra i partiti italiani e critiche dal Movimento 5 Stelle sul riarmo.
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Approvato il rapporto sulla politica di difesa e sicurezza comune 2024 dal Parlamento europeo - Gaeta.it

Nella plenaria di Strasburgo, il 12 aprile 2025, il Parlamento europeo ha ratificato il rapporto sulla politica di difesa e sicurezza comune 2024. Il provvedimento ha ricevuto 399 voti favorevoli, mentre 198 sono stati i contrari, con 72 astenuti. Gli aderenti al Partito Popolare Europeo , incluso Forza Italia, hanno sostenuto il documento, insieme al gruppo dei Socialisti e Democratici , rientrante in questo anche il Partito Democratico, con alcune eccezioni tra i deputati indipendenti. Hanno espresso sostegno anche i membri di Renew Europe, una parte dell’Identità e della Democrazia , e una buona parte dei Verdi/Ale, mentre i Verdi italiani si sono opposti.

Voti a favore e contro

Nel dettaglio, il Partito Democratico ha votato a favore, eccetto alcuni membri come Cecilia Strada e Marco Tarquinio, i quali hanno espresso dissentimento, insieme ad un gruppo di socialisti e a parte dell’Ecr. La opposizione include anche l’estrema destra dell’European Conservatives and Reformists e i Patrioti, con la Lega inclusa tra i contrari. Non hanno espresso alcun voto anche i membri della sinistra, tra cui i Cinquestelle, che hanno confermato la loro posizione contraria. Un gruppo di deputati si è astenuto, tra cui esponenti di Fratelli d’Italia e di vari altri schieramenti politici.

Le dichiarazioni del Partito Democratico

I rappresentanti del Partito Democratico si sono detti soddisfatti per il voto favorevole ricevuto, sottolineando che ciò rappresenta un passo significativo verso un’autentica difesa comune europea. La vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, ha evidenziato l’importanza di continuare su questa strada, evidenziando i programmi come il Safe e l’Edip. Insieme all’eurodeputato Giorgio Gori, Picierno ha ribadito che la mediazione raggiunta è da considerare preziosa per evitare che differenti delegazioni si allontanino dal gruppo socialista, essendo fondamentale proseguire lo sforzo di superare la frammentazione attuale delle politiche di difesa.

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha risparmiato critiche riguardo al piano di riarmo approvato dal Parlamento. “Una follia dietro l’altra,” ha dichiarato Conte. Secondo il presidente del M5S, l’emendamento approvato sarebbe un invito aperto al Piano “ReArm”, che lui e il suo partito considerano inaccettabile. Conte ha messo in guardia contro l’utilizzo di risorse che dovrebbero essere destinate alle emergenze dei cittadini, come la sanità e le bollette, per finanziare le industrie delle armi. Ha condannato la mancanza di una vera difesa comune europea, a favore di un riarmo individuale delle nazioni che, a suo avviso, creerebbe divisioni interne, danneggiando l’Italia.

Le divisioni nelle forze di governo

Infine, Gaetano Pedullà, vicecapodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, ha commentato sulla disgregazione della maggioranza. Ha evidenziato che il voto sulla politica estera e di difesa ha dimostrato come le forze di governo si stiano dividendo non in due, ma in tre fronti distinti. Fratelli d’Italia ha scelto l’astensione, mentre la Lega ha votato contro e Forza Italia ha espresso voto favorevole. Secondo Pedullà, questa situazione rappresenta una chiara indicazione del deterioramento della maggioranza governativa, invitando la leader Giorgia Meloni a prenderne atto.

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