Un episodio di cronaca ha scosso la quiete di Roccabianca, in provincia di Parma, dove due uomini sono stati arrestati per un tentativo di truffa nei confronti di un’anziana signora. Questo raggiro, che aveva già colpito la vittima in precedenza, si è concluso con l’arresto dei presunti responsabili da parte dei carabinieri locali. I due uomini, un 21enne e un 30enne originari della Campania, sono accusati di tentata truffa aggravata, avvalendosi della temuta tecnica del “finto maresciallo”.
La dialettica del raggiro e l’inganno telefonico
La truffa è iniziata con una telefonata allarmante. Il finto maresciallo ha informato l’anziana che suo figlio era coinvolto in un grave incidente stradale, in cui un bambino di otto anni e sua madre avevano subito ferite gravissime. La voce al telefono ha proseguito, sottolineando che suo figlio correva il rischio di essere arrestato a causa dell’accaduto. In questa situazione di panico, il truffatore ha proposto una “soluzione”: per evitare guai legali, l’anziana doveva “alleggerire” la posizione del figlio, offrendo denaro e gioielli.
Il giro di parole usato dal truffatore era studiato per creare un senso di urgenza e di paura. L’anziana, credendo di salvare il proprio figlio, è caduta nella trappola. Il raggiro prevedeva poi l’arrivo di una pattuglia per ritirare il denaro e i preziosi, contribuendo a rafforzare l’idea dell’apparenza di un’operazione legittima.
La reazione della vittima e l’intervento delle forze dell’ordine
Tuttavia, la 70enne non si è lasciata sopraffare dal panico. Dando prova di astuzia, ha finto di credere alle parole del truffatore e ha trovato un modo per allertare le forze dell’ordine. Mantenendo aperta la comunicazione sul telefono fisso, è riuscita a utilizzare il suo cellulare per contattare il legittimo comandante della stazione dei carabinieri locale. Questo gesto chiave ha messo in moto una reazione tempestiva da parte delle forze dell’ordine.
I carabinieri hanno immediatamente predisposto un intervento e si sono diretti verso l’abitazione della vittima. Nel frattempo, il truffatore stava tentando di ottenere informazioni sui contanti e sui gioielli che l’anziana aveva in casa. Mentre la situazione si evolveva, il soggetto al telefono ha cercato di assicurarle che sarebbe stata “inviata una pattuglia” per prelevare il sacchetto con i valori.
L’arresto in flagranza e il processo legale
Mentre il piano del truffatore sembrava avviarsi verso un successo apparente, la situazione ha preso una svolta inaspettata. I carabinieri, appostati di fronte all’abitazione della vittima, hanno notato un’auto scura proveniente dal centro del paese. L’uomo a bordo si è diretto verso la 70enne, che lo aspettava dietro al cancello con il sacchetto dei valori in mano. Proprio nel momento in cui il truffatore stava cercando di impossessarsi del bottino, il comandante della stazione ha bloccato l’uomo, mentre un altro militare ha immobilizzato il complice, rimasto in auto.
In seguito all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, i due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato. Il giudice ha convalidato l’arresto, imponendo per entrambi la misura dei domiciliari. Questo episodio dimostra come, attraverso la prontezza e l’astuzia, sia possibile contrastare efficacemente le truffe che mirano a colpire i cittadini più vulnerabili, altrettanto importante è il ruolo dei carabinieri nel garantire la sicurezza della comunità.