Arrestato allenatore di pallavolo per abusi su minori: le indagini rivelano dettagli inquietanti

Arrestato allenatore di pallavolo per abusi su minori: le indagini rivelano dettagli inquietanti

Arrestato un allenatore di pallavolo a Bologna per violenza sessuale aggravata su tre ragazze under 14. Le indagini rivelano un piano di adescamento e abusi sistematici.
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Arrestato allenatore di pallavolo per abusi su minori: le indagini rivelano dettagli inquietanti - Gaeta.it

Un allenatore di pallavolo trentenne è finito in manette con accuse gravissime di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori. Le indagini hanno svelato un quadro allarmante che coinvolge tre atlete giovanissime, tutte under 14. Questo increscioso episodio si è consumato a Bologna, mentre l’arresto dell’uomo è avvenuto in Sicilia, sua terra d’origine, dove attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri della compagnia di Bologna Centro, a seguito della denuncia presentata dalla famiglia di una delle vittime, una ragazza di appena 13 anni. La madre della ragazza, dopo aver rinvenuto un biglietto contenente confidenze tra le giovani, ha immediatamente allertato le autorità. Da quel momento, le forze dell’ordine hanno iniziato a ricostruire gli eventi, raccogliendo prove e testimonianze.

Le modalità di adescamento: un piano studiato

Stando alle informazioni emerse, l’adescamento delle ragazzine sarebbe iniziato a settembre, quando l’uomo ha cominciato a allenarle. Da un’analisi approfondita di centinaia di conversazioni sui social media e su piattaforme di messaggistica, gli investigatori hanno potuto delineare il profilo dell’allenatore e il suo approccio con le vittime. Le ragazzine sarebbero state spinte a inviare materiale intimo, tra cui foto e video erotici.

In particolare, una delle ragazze avrebbe subito abusi sia nell’abitazione dell’allenatore che nel proprio domicilio, approfittando dell’assenza dei genitori. Questo comportamento ha sollevato molteplici interrogativi sulla gestione della sicurezza all’interno delle associazioni sportive e sulla necessità di una vigilanza più attenta nei confronti degli adulti che operano con minorenni.

Strumenti utilizzati per occultare le prove

Le indagini hanno rivelato che l’allenatore esercitava un controllo decisivo sulle giovani atlete, chiedendo loro di cancellare le chat e di inviare ‘foto effimere’, immagini che scomparivano dopo la visualizzazione, di modo da non lasciare tracce delle comunicazioni compromettenti. Questo approccio ha reso più difficile la ricostruzione dei fatti, ma la prontezza delle famiglie nel denunciare e l’attività dei carabinieri hanno permesso di interrompere un ciclo di abusi.

La situazione è precipitata quando la madre della tredicenne ha messo in relazione il contenuto del biglietto e ha compreso la gravità della situazione. Questa nuova consapevolezza ha costretto le ragazzine, spaventate ma determinate, a condividere con le autorità quanto avevano subito.

Conseguenze e sviluppi delle indagini

L’arresto dell’allenatore, avvenuto nei giorni scorsi in Sicilia, rappresenta un primo passo verso una giustizia che le giovani vittime sperano di ottenere. Le accuse di abusi su minori e violenza sessuale aggravata potrebbero comportare sanzioni severe, ma la battaglia legale è solo all’inizio.

Il caso ha riacceso il dibattito su sicurezza e prevenzione nel mondo dello sport, evidenziando la necessità di misure più rigorose per tutelare i minori. Le associazioni sportive e le istituzioni sono chiamate a riflettere e ad agire affinché situazioni simili non si ripetano in futuro.

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