Il personale della Polizia di Stato ha arrestato un cittadino tunisino di 35 anni a Trento dopo che l’uomo ha violato un provvedimento del giudice che lo obbligava a rimanere lontano dalla propria moglie. La segnalazione è giunta alla Centrale unica 112 da una donna di 36 anni, che ha attivato l’allerta dopo aver notificato la presenza del marito nei pressi della sua abitazione. Questa situazione ha messo in evidenza tanto il problema della violenza domestica quanto l’importanza del monitoraggio elettronico.
La segnalazione della vittima e l’intervento della polizia
L’allerta è scattata quando la donna, allarmata da un dispositivo elettronico attivo, ha appreso che il marito potesse trovarsi nei dintorni. La zona sud di Trento, dove la donna risiede, è stata rapidamente raggiunta dalle Volanti della Questura, pronte a intervenire per garantire la sicurezza della vittima. La donna risulta essere sotto un costante controllo a causa della natura della situazione, che richiede il rispetto di una distanza di sicurezza di 500 metri dal coniuge, monitorata tramite un braccialetto elettronico.
Gli agenti, una volta arrivati nella zona indicata dalla segnalazione, hanno trovato il 35enne seduto sulle scale dell’edificio in cui abita la moglie. Alla vista della polizia, l’uomo ha ammesso di essere consapevole del divieto in vigore, tuttavia ha dichiarato di non riuscire a mantenere la distanza stabilita dal provvedimento. Queste parole hanno evidenziato non solo una violazione legale, ma anche la complessità emotiva e psicologica che caratterizza spesso questi casi.
Le conseguenze legali e la decisione del giudice
Dopo aver preso in carico la situazione, gli agenti hanno proceduto con l’arresto dell’uomo, seguendo le procedure di rito. Il 35enne è stato portato presso la stazione di polizia per completare le pratiche necessarie. La questione è stata poi trattata in sede giudiziaria durante un’udienza per direttissima, che si è tenuta venerdì.
In quella sede, il giudice ha deciso di aggravare le misure di custodia per il tunisino, stabilendo la custodia cautelare in carcere. Questo risultato sottolinea la serietà con cui le autorità stanno trattando le infrazioni legate alla violenza domestica e al rispetto delle ordinanze di protezione. La custodia cautelare è un passo significante per garantire la sicurezza della donna e prevenire ulteriori situazioni di rischio.
La vicenda, oltre a mettere in luce l’importanza delle norme che tutelano le vittime di violenza, ha sollevato interrogativi sull’efficacia dei dispositivi di monitoraggio elettronico, che in situazioni come questa si rivelano cruciali ma, come visto, non sempre sufficienti a prevenire la recidiva. Questo arresto dimostra il proseguire degli sforzi da parte delle forze dell’ordine nel combattere queste violazioni e proteggere i cittadini in situazioni vulnerabili.