Il tribunale del Riesame di Napoli ha preso decisioni significative in merito agli arresti legati al traffico di droga a Casoria, un comune nelle immediate vicinanze di Napoli. In seguito agli eventi del 7 febbraio, quando diverse persone furono arrestate per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, il collegio ha confermato le misure cautelari nei confronti di alcuni degli accusati. Scopriamo nel dettaglio gli sviluppi di questa delicata vicenda che coinvolge un’ampia rete di spaccio e traffico di droga.
I provvedimenti del tribunale
Nel corso dell’udienza, il tribunale del Riesame ha prorogato la detenzione in carcere per Ciro Sannino e Giorgio Piscopo, due figure considerate di spicco nell’operazione illecita. Contestualmente, sono stati disposti i domiciliari per altri quattro arrestati: Vittorio Carella, Pasquale Piscopo, Ciro Lucci e Mauro Del Vecchio. Questi ultimi, pur essendo stati arrestati insieme agli altri, hanno ottenuto una misura più favorevole, a differenza dei due principali leader dell’organizzazione.
I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Napoli, Rosaria Maria Aufieri, che ha concordato con le valutazioni delle forze dell’ordine. Il riesame della situazione legale dei coinvolti è dal 7 febbraio sotto la lente d’ingrandimento, in un contesto in cui il traffico di sostanze stupefacenti è di particolare rilevanza per la sicurezza della comunità .
Ruoli nell’organizzazione criminale
Gli inquirenti hanno delineato un quadro dettagliato della struttura organizzativa. Ciro Sannino e Vittorio Carella sono stati identificati come i promotori e responsabili principali dell’associazione a delinquere. A loro si affiancano Giorgio e Pasquale Piscopo, ritenuti esecutori delle direttive impartite dai capi e addetti ai cosiddetti “passaggi di mano”, vale a dire le operazioni di scambio e movimentazione della droga.
Ciro Lucci e Mauro Del Vecchio hanno avuto invece ruoli cruciali nella distribuzione e nella commercializzazione delle sostanze stupefacenti, incluse cocaina, hashish, marijuana e miscele di anfetamine. La polizia ha evidenziato la complessità di questa rete illecita, capace di operare in modo sistematico e con una certa rapidità , e questo aspetto ha spinto le forze dell’ordine a intraprendere azioni tempestive.
Il difensore di fronte alla giustizia
Davanti a tale situazione, il collegio difensivo è composto da avvocati di spicco, i quali si sono attivati immediatamente per garantire la rappresentanza legale dei loro assistiti. Tra gli avvocati coinvolti ci sono Andrea Scardamaglio, per Vittorio Carella, Mauro Zollo, per Ciro Lucci, e Dario Carmine Procentese, che assiste sia Del Vecchio che Pasquale Piscopo. Il compito del difensore è ora quello di contestare le accuse e cercare di ridurre la gravità delle misure cautelari imposte dal giudice.
Le prossime fasi di questo processo saranno cruciali: si attendono sviluppi significativi nei dibattimenti, specialmente in merito alla ribattuta sulle evidenze raccolte dagli investigatori.
L’attenzione rimane alta in tutta la comunità , poiché questo episodio rappresenta un campanello d’allarme nella lotta al traffico di droga, un fenomeno che continua a minacciare la sicurezza e la stabilità del territorio napoletano. Rimanere aggiornati sulle evoluzioni della situazione è fondamentale, sia per comprendere la portata di questo caso che per monitorare le reazioni delle autorità e dei cittadini.