Benno Neumair, il 33enne accusato di aver ucciso i propri genitori, ha visto confermata la sua condanna all’ergastolo dalla Corte di Cassazione. Questo verdetto, che chiude una lunga fase giuridica, riporta l’attenzione su un caso che ha scioccato non solo la comunità di Bolzano, ma anche l’intera nazione. La difesa ha sollevato questioni riguardanti la non imputabilità dell’imputato, ma i giudici hanno dato peso alle prove e alle circostanze dell’ignobile delitto, confermando il giudizio espresso in precedenti gradi di giudizio.
Il duplice omicidio: una cronaca tragica
Benno Neumair è accusato di aver commesso un duplice omicidio all’inizio di gennaio 2021. Il 4 gennaio di quell’anno, entro le mura domestiche di via Castel Roncolo a Bolzano, Peter Neumair, 63 anni, e Laura Perselli, 68 anni, sono stati trovati privati della vita. Le indagini hanno accertato che il figlio ha strangolato entrambi con un’azione che ha sconvolto gli inquirenti non solo per la sua brutalità , ma anche per la sua premeditazione. Sulla base di ulteriori testimonianze e della cronologia degli eventi, dopo aver compiuto questo terribile crimine, Neumair ha caricato i corpi senza vita all’interno del bagagliaio dell’auto di famiglia. Il suo gesto non si è fermato qui, poiché ha scelto di disfarsi dei cadaveri gettandoli nel fiume Isarco, in un disperato tentativo di occultare i segni del delitto.
L’operazione di ricerca culminata nel ritrovamento dei corpi è avvenuta dopo un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine e volontari, che hanno cercato a lungo lungo le sponde del fiume. La scoperta dei cadaveri ha segnato l’inizio di una fase di indagini sempre più serrate, rendendo evidenti i legami familiari e l’orrore del crimine.
Il ruolo determinante della sorella
Una figura chiave in questa drammatica vicenda è stata la sorella di Benno Neumair, Madé Neumair. Sospettando da subito che ci fosse qualcosa di strano nel comportamento del fratello, ha avuto il coraggio di contattare le forze dell’ordine, avviando immediatamente una serie di ricerche approfondite. Le operazioni non sono state semplici; tant’è che gli agenti hanno dovuto abbassare il livello del fiume e chiudere diverse dighe a monte per facilitare le ricerche. Grazie a queste azioni, è stato possibile rinvenire il corpo della madre il 6 febbraio 2021, mentre il corpo del padre è stato recuperato il 27 aprile dello stesso anno. La testimonianza della sorella ha quindi dimostrato che anche all’interno di una famiglia si possono nascondere segreti terribili e che la verità , seppur dolorosa, può emergere se qualcuno ha il coraggio di cercarla.
La sentenza della Corte di Cassazione
La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, che ha respinto l’appello della difesa del Neumair, ha ulteriormente alimentato il dibattito pubblico sul caso. Gli avvocati difensori hanno cercato di dimostrare che il loro assistito fosse non imputabile al momento dei fatti, ma la Corte ha rimarcato l’infondatezza di queste affermazioni, sottolineando che la premeditazione e la crudeltà degli atti commessi escludono qualsiasi giustificazione.
Il percorso giudiziario di Benno Neumair era già iniziato con una durissima condanna emessa il 19 ottobre 2022, ratificata poi dalla Corte d’assise d’appello il 30 ottobre 2023. Ora, il conferimento dell’ergastolo e l’ordine di rimborso delle spese legali, fissate a cinque mila euro, chiudono un capitolo particolarmente oscuro della cronaca giudiziaria italiana. Nonostante il verdetto, il caso resta una ferita aperta per Bolzano, dove rimarrà nella memoria collettiva come un esempio delle tragedie che possono nascondersi dietro le facciate più insospettabili. La comunità continua a riflettere sulle implicazioni di un crimine così efferato e sul bisogno di dialogo e comprensione all’interno delle famiglie.