La questione dell’etichettatura nutrizionale in Europa è tornata al centro dell’attenzione. Recenti informazioni trapelate hanno rivelato che Bruxelles ha deciso di non procedere con l’adozione del Nutriscore, un sistema di etichettatura a colori che è stato oggetto di ampi dibattiti nel vecchio continente. La svolta è stata comunicata da Radio France, che ha esaminato un documento dell’Ong Foodwatch. Nel documento, Wolfgang Burtscher, direttore generale per l’Agricoltura della Commissione Europea, ha dichiarato che la nuova proposta di etichettatura non si ispirerà a nessun sistema già esistente.
Il contesto del Nutriscore e il suo uso attuale
Il Nutriscore è un sistema di etichettatura nutrizionale che utilizza un codice colore per indicare la qualità nutrizionale di un prodotto alimentare. Inizialmente sviluppato in Francia, il Nutriscore è stato adottato anche in Belgio e ha suscitato controversie fin dalla sua introduzione. I sostenitori sostengono che il Nutriscore offre ai consumatori una rapida comprensione delle caratteristiche nutrizionali di un alimento, facilitando scelte più sane. Tuttavia, il sistema ha incontrato resistenze significative in vari paesi, in particolare in Italia, dove si è preferita l’implementazione di un modello alternativo, il Nutrinform Battery.
Il Nutrinform Battery è un’emblematica etichettatura che tende a presentare l’informazione nutrizionale in modo che il consumatore possa recepirla senza semplificazioni. L’Italia ha portato avanti una campagna decisa a favore di questo sistema, ritenuto più equo e in linea con le abitudini alimentari locali. Il dibattito su quale sistema adottare ha evidenziato le divergenze culturali e le priorità nutrizionali differenziali che caratterizzano i vari stati europei.
Influenza delle lobby e rinvii delle proposte
Radio France sottolinea che il passo indietro di Bruxelles sarebbe avvenuto sotto la pressione delle lobby italiane, che hanno esercitato notevoli influssi per opporsi all’adozione del Nutriscore. Le lobby, in particolare legate al settore alimentare, hanno sostenuto che l’adozione di un sistema che mettesse in cattiva luce la tradizione alimentare italiana avrebbe potuto danneggiare i prodotti di qualità tipici del paese, come l’olio d’oliva e il formaggio.
La Commissione Europea aveva inizialmente pianificato di presentare una proposta di etichettatura armonizzata entro la fine della legislatura precedente, ma le resistenze di diversi governi, Italia in primis, hanno imposto un rinvio alla questione. Questo blocco ha alimentato un clima di incertezza sul futuro delle politiche alimentari europee, aumentando il dibattito tra produttori e consumatori su quale sistema risponda meglio alle esigenze informative.
Le dichiarazioni di Bruxelles e il futuro dell’etichettatura alimentare
In un briefing con i media, rappresentanti di Bruxelles hanno posto l’accento sull’impegno per garantire la trasparenza e il diritto dei consumatori a effettuare scelte informate. Sebbene non siano stati forniti dettagli specifici né tempistiche per la presentazione di una nuova proposta di etichettatura armonizzata, la Commissione ha confermato di voler trovare una “soluzione migliore per i consumatori”. Questa affermazione riflette un’intenzione di lavorare per un equilibrio tra qualità dei prodotti e chiarezza informativa.
Mentre il dibattito continua, il tema dell’etichettatura alimentare rimane un punto di tensione tra le varie nazioni europee. Complice l’evoluzione delle abitudini alimentari e la crescente consapevolezza dei consumatori, il futuro di quest’argomento potrebbe riservare ulteriori sorprese, richiedendo l’attenzione sia dei legislatori che dell’industria alimentare. Le prossime scelte strategiche della Commissione Europea potrebbero avere ripercussioni significative sulla salute pubblica e sul mercato alimentare.