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L’11 agosto, in occasione della celebrazione della festa di SANTA CHIARA, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, si è recato ad Assisi per presiedere una solenne concelebrazione. Durante l’evento, ha lanciato un significativo appello alla pace in un contesto internazionale sempre più turbolento. Le dichiarazioni del cardinale mettono in evidenza come i valori di altruismo e di cura per il prossimo possano essere un forte antidoto agli impulsi consumistici e all’individualismo prevalente nella società contemporanea.
L’appello per la pace nel mondo
Durante la celebrazione in onore di santa Chiara, il cardinale Parolin ha espresso la sua preoccupazione per la crescente instabilità globale. “Da Assisi, in occasione di questa festa, voglio lanciare una forte preghiera e appello per la pace in tutto il mondo”, ha affermato con convinzione. Le sue parole rinnovano l’invito di Papa Francesco, secondo cui “la guerra è una sconfitta per tutti” e non porta benefici a nessuno. La richiesta di una riflessione profonda sulla pace risuona particolarmente forte in un periodo in cui i conflitti armati continuano a consumare risorse e vite umane. La celebrazione non è stata solo un riconoscimento della figura di santa Chiara, ma anche un momento rilevante per richiamare l’attenzione su temi di giustizia sociale e umanità .
La situazione attuale in Ucraina e le preoccupazioni per Kursk
A margine della celebrazione, il cardinale ha risposto alle domande dei giornalisti, affrontando la delicata situazione dell’offensiva ucraina nella regione di KURSK. “Sono sviluppi molto preoccupanti, perché significa aprire nuovi fronti”, ha affermato. Le sue osservazioni sottolineano come i continui conflitti rischino di minare ulteriormente i già fragili processi di pace. Tornando da una missione in Ucraina, il cardinale ha avuto modo di sottolineare la gravità delle condizioni esistenti sul terreno e l’importanza di cercare soluzioni diplomatiche. I conflitti si allontanano sempre di più dalla risoluzione pacifica, con un aumento delle tensioni e delle divisioni tra le nazioni.
Il messaggio di amore e povertà di santa Chiara
Durante la sua omelia, il cardinale ha messo in evidenza il messaggio fondamentale di amore e povertà lasciato da santa Chiara. “Amare in un mondo sempre più povero d’amore e, nello stesso tempo, sempre più affamato d’amore,” ha dichiarato, rimarcando l’urgenza di ripristinare legami umani autentici. Santa Chiara, simbolo di povertà e umiltà , rappresenta un faro per coloro che si sentono disorientati in una società caratterizzata dal consumismo e dall’edonismo. Parolin ha esortato i presenti a riflettere su come le attuali dinamiche sociali spesso portino a una vita superficiale, in cui si cerca incessantemente la soddisfazione dei desideri indotti dalla società stessa.
Spogliarsi dell’egoismo per un amore fraterno
Parolin ha infine collegato il tema dell’amore all’esempio di vita vissuto da santa Chiara e san Francesco. Spogliarsi di sé non implica solo il distacco dai beni materiali, ma una vera e propria liberazione dagli egoismi e dalle pretese personali. L’invito è quello di aprirsi agli altri, costruendo una società basata su valori di fraternità e pace. Nella riflessione solenne per la festa di santa Chiara, si è quindi delineato un percorso di ritorno ai valori fondamentali di comunità e condivisione, messaggi che assumono un’importanza vitale nell’attuale contesto sociale e geopolitico.