A sedici anni dal devastante terremoto che ha colpito l’Aquila, avvenuto il 6 aprile 2009, la città si prepara a ricordare le 309 vittime con una cerimonia che avrà un profondo significato simbolico. L’evento principale si svolgerà la notte del 6 aprile, e vedrà protagonista una figura molto particolare: Gabriella Corrado, nascita avvenuta proprio nel momento della tragedia, che leggerà i nomi delle vittime al termine della fiaccolata commemorativa.
Gabriella Corrado: simbolo di rinascita e memoria
Gabriella Corrado è il simbolo di una nuova vita che è venuta alla luce pochi minuti dopo il terremoto che ha devastato la città. La scossa, registrata alle 3.32 del 6 aprile, ha lasciato un segno profondo non solo nella storia della città, ma anche nel cuore dei suoi abitanti. Per molti, il suo arrivo rappresenta una sorta di rinascita, un gesto di speranza in un contesto di dolore e distruzione. La scelta di affidarle l’importante incarico di leggere i nomi delle 309 persone che hanno perso la vita rende questo evento non solo un momento di commemorazione, ma anche un forte tributo alla resilienza degli aquilani.
La lettura dei nomi delle vittime non è solo un gesto simbolico, ma una pratica di memoria collettiva che serve a mantenere vivo il ricordo delle persone scomparse. Gabriella, ora adolescente, porterà sul palco il peso di una storia condivisa, rendendo omaggio a chi non c’è più. La cerimonia si svolgerà presso il Parco della Memoria, un luogo che rappresenta un’importante testimonianza di quanto accaduto e delle vite spezzate quel tragico giorno.
Il percorso della fiaccolata: un gesto di rispetto e unità
La fiaccolata di quest’anno avrà inizio dalla Casa dello Studente, ma il percorso sarà più breve rispetto agli anni precedenti. Questa decisione è stata presa in risposta alle richieste dei familiari delle vittime, in segno di rispetto e per adattarsi alle necessità di chi ha vissuto direttamente il dramma del terremoto. La scelta di un percorso in forma ridotta riflette una volontà condivisa di commemorare, ma anche di tutelare la memoria di chi ha perso la vita.
Il ritrovo prima dell’evento è fissato per le 21.30, con la partenza ufficiale della fiaccolata prevista per le 22. Durante il tragitto, i partecipanti porteranno in mano delle fiaccole, un gesto che simboleggia il ricordo e la luce che continua a brillare anche dopo il buio della tragedia. È un modo per unire la comunità, per far sentire a tutti i familiari e amici delle vittime che non sono soli, ma circondati dall’affetto e dalla solidarietà del loro territorio.
Un gesto di memoria: Carlo Cruciani accende il braciere
La serata avrà anche un altro momento carico di significato. Carlo Cruciani, un carabiniere in pensione che quella notte era in servizio al centralino del 112, è stato scelto per accendere il braciere. La sua presenza sarà un richiamo al coraggio e all’impegno di chi, quel giorno, ha aiutato a salvare vite e a gestire il dramma che si stava svolgendo. La decisione di coinvolgerlo porta con sé la memoria delle chiamate disperate, dei soccorsi e dell’umanità mostrata in una situazione di emergenza.
Le parole del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sottolineano l’importanza di ricordare quel momento storico. “Ho nella testa ancora la sua voce”, confida Biondi, facendo riferimento alle testimonianze di quel giorno. È evidente che, per molti, quelle ore rimangono indelebili, una ferita difficile da sanare, ma allo stesso tempo un’opportunità per riflettere e onorare la memoria di chi ha subito perdite.
A fronte di una celebrazione del dolore, attraverso la lettura dei nomi e l’accensione del braciere, la fiaccolata di quest’anno ha anche l’obiettivo di unire la comunità nel riconoscere il suo percorso di ricostruzione, un viaggio non solo fisico, ma anche emotivo. Le commemorazioni segnano oggi un’importante occasione per rinnovare l’impegno a non dimenticare.