Controlli in corso dopo il sorvolo di droni sospetti sul centro di ricerca comune di Ispra

Controlli in corso dopo il sorvolo di droni sospetti sul centro di ricerca comune di Ispra

Intensificate le indagini sui sorvoli di droni a Ispra, con sospetti di spionaggio e analisi del software di monitoraggio. Le autorità cercano conferme su sei passaggi in una zona sensibile.
Controlli in corso dopo il sor Controlli in corso dopo il sor
Controlli in corso dopo il sorvolo di droni sospetti sul centro di ricerca comune di Ispra - Gaeta.it

Le indagini sul sorvolo di droni nel territorio di Ispra, in provincia di Varese, si intensificano dopo la segnalazione di frequenze riconducibili a sei passaggi di un velivolo di origine sospetta. Il centro di ricerca comune della Commissione europea è al centro dell’attenzione, con gli investigatori che ora si concentrano sulla gestione e analisi del software collegato al dispositivo di monitoraggio. Questo software, fondamentale per la raccolta di dati, potrebbe non essere localizzato in Italia, il che complica ulteriormente le operazioni di verifica.

L’approfondimento delle indagini

Le indagini sono affidate ai carabinieri del Ros, coordinati dall’aggiunto Eugenio Fusco e dal pubblico ministero Alessandro Gobbis. Le autorità stanno eseguendo operazioni tecniche per confermare i transiti avvenuti sopra il centro di ricerca. Al momento ci si aspetta di analizzare i file del software per comprendere le modalità di registrazione e trattamento dei dati relativi ai sorvoli. Questo passaggio è cruciale per stabilire con certezza che almeno sei droni abbiano sorvolato l’area in cinque giorni.

È positivo che l’Aeronautica militare collabori, poiché ha la capacità di tracciare anche i velivoli che si muovono a bassa altitudine, come nel caso specifico dei droni. Tale collaborazione potrebbe fornire ulteriori informazioni sui movimenti sospetti nell’area, contribuendo così a fare luce sui recenti eventi.

Le ipotesi di spionaggio

Intanto, tra le piste investigative, una delle più rilevanti è quella che suggerisce la possibilità di un’operazione di spionaggio condotta da una “mano filorussa”. Questo solleva interrogativi significativi rispetto alla sicurezza del sito e alle sue funzionalità. Tuttavia, prima di formulare congetture ulteriori, è indispensabile disporre di conferme definitive sui sorvoli verificatisi nella zona.

Oltre a cercare riscontri sui passaggi già documentati, le autorità stanno conducendo verifiche per accertare l’eventuale presenza di altre incursioni all’interno della no-fly zone, che si estende per cinque chilometri quadrati e include anche stabilimenti di aziende strategiche, come Leonardo. La protezione di tali aree è una priorità, considerato il rischio potenziale associato a voli non autorizzati.

Le operazioni di indagine costituiscono una risposta seria e strategica a un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza. Gli sviluppi futuri, legati sia alla raccolta di evidenze sia alla collaborazione interforze, rivestiranno un’importanza fondamentale nel chiarire la situazione e nel garantire la protezione delle infrastrutture sensibili del paese.

Change privacy settings
×