Un episodio controverso sta generando polemiche attorno al concorso per dirigenti scolastici in Campania. Recentemente, alcuni candidati esclusi dalla prova orale hanno denunciato un possibile conflitto di interessi tra un membro della commissione e una candidata. A rappresentarli, l’avvocato Massimo Romano, ha sottolineato in una nota le irregolarità emerse dalla valutazione operata nel 2017.
I fatti del 2017 e la situazione attuale
L’atto ufficiale risalente al 10 maggio 2017 rivela che una candidata al concorso, che all’epoca ricopriva il ruolo di dirigente tecnico pro tempore, ha svolto il compito di valutatrice all’interno dei Nuclei di valutazione ai dirigenti scolastici. Quest’attività l’ha portata a esaminare il commissario che ha poi corretto i compiti scritti dei candidati, effettuati il 30 ottobre 2024. Quella stessa docente fa parte della commissione che nei prossimi giorni valuterà nuovamente i colleghi, creando una situazione di reciproco esame tra commissione e candidati.
Questa interrelazione ha suscitato preoccupazioni in merito all’imparzialità e alla neutralità del giudizio espresso sui candidati. Secondo i ricorrenti, questa situazione rende palese l’esistenza di gravi motivi che obbligherebbero il soggetto coinvolto ad astenersi dal processo valutativo, come previsto dall’articolo 7 del Codice di Comportamento dei Pubblici dipendenti.
La violazione dell’imparzialità nella Commissione Esaminatrice
La denuncia solleva un interrogativo cruciale: è stata rispettata l’imparzialità nella procedura concorsuale? Secondo quanto riportato dai candidati, alcuni membri della commissione, già coinvolti in relazioni di conflitto di interessi, hanno omesso di astenersi, compromettendo così l’obiettività del loro operato. La presenza di tali componenti potrebbe configurare una violazione dei diritti dei candidati, che si sono trovati a competere in un contesto non equo.
L’imparzialità è un principio fondamentale nei concorsi pubblici, essenziale per garantire che ogni candidato venga valutato in base alle proprie competenze e capacità, senza influenze esterne o conflitti. L’incertezza su questi meccanismi potrebbe avere ripercussioni significative sull’integrità del procedimento e sull’affidabilità del risultato finale.
Relazioni personali tra membri della commissione e candidati
Ulteriori dettagli concernenti la questione sollevano interrogativi non solo sulla trasparenza del concorso, ma anche sull’eventualità di relazioni personali tra i membri della commissione e i candidati. È stato fatto riferimento a collegamenti di natura personale tra un dirigente tecnico, che ha recentemente lasciato la commissione, e alcuni partecipanti. Queste relazioni, connotate da una collaborazione professionale a lungo termine, potrebbero compromettere l’equità della decisione finale della commissione.
In risposta a queste preoccupazioni, un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Napoli. Questo passaggio legale potrebbe portare a una revisione approfondita della situazione, con possibili implicazioni per il concorso stesso. La comunità educative attende sviluppi, sia in termini di trasparenza che di rispetto dei diritti di ogni singolo candidato.
Il concorso per dirigenti scolastici in Campania, di conseguenza, sta attraversando un periodo di incertezze e contestazioni che potrebbero cambiare il corso delle procedure normalmente adottate dall’Ufficio scolastico regionale. Restano da vedere le azioni che saranno intraprese per gestire queste denunce e garantire che il processo sia corretto e giusto per tutti i participant.