Cori e Betlemme: un legame storico si concretizza con il patto di gemellaggio

Cori e Betlemme: un legame storico si concretizza con il patto di gemellaggio

Cori e Betlemme celebrano il loro gemellaggio con una cerimonia ricca di eventi, promuovendo amicizia e scambi culturali in un contesto di dialogo e cooperazione tra le comunità.
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Cori e Betlemme: un legame storico si concretizza con il patto di gemellaggio - Gaeta.it

Nel fine settimana, un’importante cerimonia siglerà il patto di gemellaggio tra Cori e Betlemme. Questa iniziativa nasce da legami storici e religiosi che uniscono le due comunità da molto tempo. Un legame particolare è rappresentato dalla frazione di Giulianello, dove si trova la Sacra Statuina del Bambino Gesù, tradizionalmente scolpita nel XVI secolo con legno d’ulivo proveniente dalla Collina del Getsemani. La celebrazione di questo accordo rappresenta un passo significativo verso la promozione di amicizia e scambi culturali tra le due città.

Storia del gemellaggio tra Cori e Betlemme

Il gemellaggio tra Cori e Betlemme non è una novità. La prima pietra è stata posta nel 2019, quando le due città siglarono un accordo al Peace Center di Betlemme. L’azione è stata preceduta dall’approvazione di un documento ufficiale da parte del Consiglio comunale di Cori, il quale ha evidenziato l’importanza di intensificare i legami esistenti. L’obiettivo è sempre stato quello di promuovere un senso democratico più forte e favorire una cultura della pace, soprattutto nel contesto drammatico della guerra che attanaglia il Medioriente. La volontà di costruire ponti attraverso la comprensione reciproca delle tradizioni è oggi più che mai attuale.

L’intenzione di questo gemellaggio va oltre la mera formalità. Le due comunità vogliono impegnarsi in scambi culturali e promuovere valori fondamentali come la libertà e il rispetto reciproco. Il documento approvato dal Consiglio comunale di Cori riflette un impegno concreto per affrontare le sfide del presente, contribuendo a creare un ambiente di pace e cooperazione. Questo richiamo alla solidarietà è evidente nella scelta dei momenti e dei luoghi in cui si svolgeranno le celebrazioni.

Programma della cerimonia di gemellaggio

Il programma delle celebrazioni per il gemellaggio è ricco di eventi significativi, che si terranno nel fine settimana del 5 e 6 aprile. La prima tappa sarà sabato 5 aprile, dalle ore 18:30, presso la chiesa di San Giovanni Battista a Giulianello. Durante questo evento, S.E. Monsignor Mariano Crociata, vescovo della diocesi pontina, presiederà la Santa Messa. In questa occasione, i sindaci di Cori e Betlemme, Mauro Primio De Lillis e Anton Salman, saranno presenti, sottolineando l’importanza della cerimonia nel contesto delle relazioni tra le due città.

Domenica 6 aprile, l’atmosfera sarà carica di attesa nel complesso monumentale di Sant’Oliva, dove a partire dalle ore 11 si svolgerà la cerimonia ufficiale del Patto di Gemellaggio. L’evento inizierà con la proiezione di un video che racconterà la storia e le peculiarità delle due città. Seguirà il saluto delle autorità, con interventi da parte di figure di spicco, tra cui la direttrice del Museo, Guendalina Viani, e il parroco di Cori, don Gianpaolo Bigioni.

La cerimonia culminerà nel chiostro di Sant’Oliva, dove diversi dignitari prenderanno la parola. Tra questi, il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, e il consigliere regionale, Salvatore La Penna. I discorsi dei due sindaci rappresenteranno il momento centrale dell’evento, che culminerà con la firma ufficiale del Patto di Gemellaggio. Non mancherà, infine, l’esibizione degli Sbandieratori delle Storiche Contrade di Cori e del Carosello Storico dei Rioni, che chiuderà la mattinata in un’atmosfera di festosa celebrazione.

Significato del gemellaggio in un contesto attuale

Il gemellaggio tra Cori e Betlemme assume una valenza speciale in un’epoca delicata come quella attuale. Il conflitto in Medio Oriente ha reso evidente la necessità di dialogo e cooperazione tra culture e religioni diverse. Le due città intendono affrontare queste sfide attraverso un’alleanza basata su valori condivisi e un profondo rispetto reciproco. Questo accordo rappresenta non solo un momento di celebrazione, ma anche un impegno verso un futuro di cooperazione e solidarietà.

La dimensione simbolica di un patto di gemellaggio va ben oltre la mera formalità. Serve a costruire relazioni concrete che possano contribuire a delineare una strada verso la pace. La scommessa è quella di ottenere un impatto reale non solo sulle due comunità coinvolte, ma anche come esempio per altre realtà, che possano trovare ispirazione nel loro lavoro per la costruzione di legami duraturi. In un periodo in cui il mondo sembra diviso, iniziative come questa possono fare la differenza.

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