Corteo di studenti a Genova: "No alla guerra, sì agli investimenti in formazione e salute"

Corteo di studenti a Genova: “No alla guerra, sì agli investimenti in formazione e salute”

Decine di studenti manifestano a Genova contro gli investimenti militari, chiedendo che i fondi europei siano destinati all’istruzione e alla salute, evidenziando l’importanza della pace e dei diritti sociali.
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Corteo di studenti a Genova: "No alla guerra, sì agli investimenti in formazione e salute" - Gaeta.it

Decine di studenti hanno dato vita a una manifestazione nel centro di Genova, esprimendo il loro fermo rifiuto ai crescenti investimenti nelle spese militari. Sotto lo slogan “No alla guerra e alle spese per le armi”, le centinaia di partecipanti hanno chiesto di destinare i fondi previsti dalla Unione Europea al riarmo, pari a 800 miliardi, a settori fondamentali come l’istruzione e la salute pubblica.

Partecipazione e messaggi del corteo

La manifestazione è iniziata in piazza De Ferrari, uno dei luoghi simbolici della città, dove gli studenti hanno esposto uno striscione che recitava “Soldi alla formazione, non alla guerra“. Fra i partecipanti anche molti giovani armati di cartelli colorati, proiettando messaggi che sottolineano l’importanza della salute pubblica. Il corteo ha poi percorso le strade del centro, terminando in piazza Matteotti, un altro crocevia centrale di Genova.

I manifestanti hanno scelto di indirizzare la loro attenzione verso figure politiche di spicco, come la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, la premier Giorgia Meloni e i ministri Valditara e Bernini. Le loro fotografie, appese a un lampione in piazza Corvetto, sono state utilizzate come simbolo di critica, bersaglio di lanci di cachi durante la protesta, evidenziando un forte desiderio di cambiamento.

Critiche al riarmo e alla guerra

Durante il corteo, i portavoce della manifestazione hanno evidenziato i pericoli legati al riarmo europeo. Hanno affermato che l’aumento delle spese per le armi conduce inevitabilmente a conflitti, esprimendo preoccupazione per la situazione già manifesta in Ucraina e per le recenti tensioni a Gaza, dove si contano vittime fra la popolazione. Secondo i manifestanti, queste scelte politiche contribuiscono a una spirale di violenza piuttosto che promuovere la pace o il benessere sociale.

Le dichiarazioni dei portavoce hanno messo in luce la convinzione che l’educazione e la salute siano diritti fondamentali e che i fondi europei dovrebbero essere utilizzati per migliorarli, invece di essere investiti in armamenti. Il corteo, infatti, si è svolto sotto l’egida di gruppi come Osa e Cambiare Rotta, che hanno deciso di unire le loro voci a quelle di uno sciopero nazionale indetto dalla USB.

Sciopero e alleanze per i diritti degli studenti

La manifestazione è stata anche un’occasione per evidenziare le problematiche relative al personale scolastico. Lungi dal focalizzarsi solo sui temi pacifisti, gli studenti hanno legato la loro protesta alla richiesta di un contratto di lavoro equo per i docenti e il personale. Gli organizzatori hanno chiarito che questa lotta per i diritti dei lavoratori e il futuro delle prossime generazioni è interconnessa con la lotta contro la militarizzazione della società.

La partecipazione allo sciopero da parte degli studenti ha creato un’alleanza in cui l’educazione viene vista come un pilastro essenziale per la costruzione di un futuro migliore, sostenibile e pacifico. L’evento di Genova ha quindi unito diversi gruppi con ideali simili, dimostrando che le giovani generazioni sono pronte a farsi sentire e a chiedere una direzione diversa per il proprio futuro.

La manifestazione di Genova ha messo in risalto una questione cruciale per il presente e il futuro della società, unendo le voci degli studenti in un appello accorato per la pace, l’istruzione e la salute.

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