“Dancing Against Racism” rappresenta un’iniziativa significativa, volta a promuovere un messaggio di inclusione, solidarietà e cambiamento culturale. Questo cortometraggio è il frutto di una collaborazione tra l’associazione Humans, Antinoo Arcigay Napoli e Discovery Queer, e gode del supporto del Parco Archeologico di Pompei e della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli. L’obiettivo del progetto è chiaro: superare i pregiudizi e costruire una società più giusta e accogliente.
L’idea dietro “Dancing Against Racism”
Il progetto è stato concepito da Antonello Sannino, e diretto da Francesca Saccenti, con la direzione artistica di Danilo Di Leo. La realizzazione del cortometraggio ha avuto luogo in occasione della Settimana di azione contro il razzismo, evento promosso dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali , facente parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questa settimana è dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche relative all’inclusione e all’uguaglianza. “Dancing Against Racism” si inserisce perfettamente in questo contesto, utilizzando la danza come strumento per affrontare uno dei problemi più gravi della nostra società.
L’uso del linguaggio universale della danza permette di toccare corde emotive profonde, rendendo il messaggio di lotta contro il razzismo accessibile a tutti. La danza, infatti, ha la capacità di unire le persone, di superare le barriere linguistiche e culturali, ed è proprio questo spirito di unità che il progetto intende promuovere.
Il processo creativo e i protagonisti
Nel cortometraggio sono coinvolti ballerini della Scuola di Ballo del San Carlo, in particolare Thouen Mansi e Giada Varone, che hanno partecipato a workshop intensivi di danza, recitazione e drammaturgia. Accanto a loro, alcune famiglie beneficiarie dei progetti SAI del Comune di Caivano hanno avuto l’opportunità di unirsi a questa iniziativa. Questo coinvolgimento non solo arricchisce il progetto dal punto di vista artistico, ma crea anche un legame significativo tra i ballerini professionisti e le famiglie.
Il piccolo Leo è il protagonista del corto, rappresentando il messaggio di speranza e cambiamento. Con la sua danza, è in grado di trasformare un mondo privo di colori in uno vibrante e luminoso. La registrazione del cortometraggio è avvenuta negli scavi di Torre Annunziata, location che aggiunge un tocco storico e culturale all’opera.
La musica e l’impatto emotivo
Le musiche del corto sono ispirate alla celebre colonna sonora di Nino Rota da “Romeo e Giulietta”, reinterpretata dalla violinista H.E.R. Questa scelta musicale contribuisce a conferire un forte impatto emotivo, accentuando la bellezza delle coreografie e del messaggio che si intende veicolare. Ogni nota e ogni movimento di danza sono pensati per trasmettere il senso di gioia e speranza, contrastando la tristezza e il razzismo.
Il cortometraggio non solo si distingue per la sua componente artistica, ma anche per il messaggio di lotta contro il razzismo. Il passaggio dal bianco e nero al colore rappresenta simbolicamente la capacità di superare le divisioni che spesso affliggono la nostra società. Con il sorriso di Leo, il corto invita gli spettatori a riflettere sulla possibilità di un mondo più giusto e accogliente.
“Dancing Against Racism” è molto più di un semplice cortometraggio; è una dichiarazione di intenti e una celebrazione della diversità. Il progetto, grazie alla fusione di arte e messaggio sociale, ha il potenziale di ispirare e unire individui, portando alla luce non solo le difficoltà legate al razzismo, ma anche le opportunità che emergono quando ci si unisce per un obiettivo comune.