La situazione tra Ucraina e Russia si fa sempre più complessa e tesa. Le speranze di un accordo sul cessate il fuoco prima di Pasqua sembrano svanire, mentre Mosca intensifica i suoi attacchi. Le ultime analisi dell’Institute for the Study of War rivelano che le truppe russe continuano a colpire le infrastrutture energetiche ucraine, violando gli impegni presi da Vladimir Putin con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Attacchi aerei e avanzate sul terreno
Nonostante le trattative in corso per raggiungere un accordo relativo al cessate il fuoco, la Russia non ha messo a freno le sue operazioni militari. Gli attacchi aerei su obiettivi strategici in Ucraina, in particolare le infrastrutture energetiche, sono proseguiti senza sosta. Secondo quanto riporta l’Isw, le forze russe continuano a guadagnare terreno, sia nei pressi di Sumy che in direzione del Krusk. La strategia viaria di Mosca sembra mirare a consolidare posizioni favorevoli per futuri attacchi.
L’Institute for the Study of War ha sottolineato come gli attacchi aerei possano avvenire anche mentre si discute un cessate il fuoco, il che suggerisce un potenziale sfruttamento delle ambiguità nei termini dell’accordo. Le forze russe potrebbero continuare a bombardare con artiglieria, mentre si limiterebbero nell’uso di missili da crociera o droni. In questo contesto, le dichiarazioni di alti funzionari russi riguardo alla necessità di affrontare le “cause profonde” della guerra riemergono come un ostacolo significativo per la pace.
Obiettivi russi nel conflitto
Le forze armate russe stanno espandendo la loro influenza intorno a Lyman, con l’obiettivo di catturare Borova nei prossimi mesi. L’Isw avverte che questo avanzamento non rappresenta solo un guadagno territoriale, ma mira anche a completare la conquista dell’intero oblast di Luhansk, che è l’obiettivo strategico dichiarato da Mosca fin dall’inizio del conflitto a febbraio 2022.
Nel frattempo, è stato segnalato un significativo avanzamento delle forze russe anche nelle oblast di Kursk e Belgorod. L’escalation degli scontri si è estesa a zone a nord di Kharkiv, compresi Lyptsi e Vovchansk, e nelle regioni di Zaporizhia e Dnipro. Anche se alcune operazioni non hanno portato a significativi cambiamenti di fronte, la pressione militare permane.
Le reazioni dall’Ucraina
In questo clima di tensione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato gli attacchi russi come “deliberati“. Ha descritto gli assaulti alle infrastrutture energetiche ucraine come un chiaro segno della volontà di Mosca di ignorare ogni tentativo di dialogo e di pace. Zelensky ha evidenziato che i raid hanno portato a interruzioni di corrente in diverse località, indicando una strategia mirata da parte della Russia.
A fronte di queste affermazioni, il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver distrutto 93 droni ucraini, quasi tutti sopra la regione di Kursk, mentre anche Belgorod e Rostov hanno subito attacchi. Questa dinamica del conflitto riflette una spirale di azioni e reazioni che complicano ulteriormente le possibilità di arrivare a un accordo di tregua.
Incontri diplomatici a Washington
A complicare ulteriormente la situazione è la prevista visita a Washington di Kirill Dmitriev, inviato del Cremlino, per incontrare Steve Witkoff, rappresentante della Casa Bianca per il Medio Oriente. Questa visita potrebbe segnare la prima presenza di una figura di spicco russa negli Stati Uniti dall’inizio dell’invasione.
Le sanzioni nei confronti di Dmitriev sono state temporaneamente sollevate, in modo da facilitare il suo incontro. Questo passo suggerisce la possibilità di una riapertura dei canali di comunicazione tra Stati Uniti e Russia, anche se Dmitriev ha riconosciuto che la resistenza al dialogo è intensa. Le recenti discussioni sui terreni rari con gli Stati Uniti potrebbero essere un segno delle tensioni economiche sottostanti. La situazione attuale indica un delicato equilibrio tra tensioni militari e opportunità diplomatiche, evidenziando la complessità della crisi in corso.