La situazione politica nella Regione Basilicata si complica con l’annuncio di Fratelli d’Italia che ha ufficialmente avviato la crisi all’interno della maggioranza di centrodestra. Durante una riunione del Consiglio regionale, il capogruppo Michele Napoli ha comunicato che il partito non parteciperà più alle attività assembleari e alle commissioni fino a che non ci sarà chiarezza politica, innescando un nuovo scenario di incertezze nel governo regionale guidato dal governatore Vito Bardi di Forza Italia.
Tensione crescente nella maggioranza
L’atmosfera all’interno della maggioranza di centrodestra in Regione Basilicata è caratterizzata da crescente tensione, in particolar modo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Questo clima di discordia è accentuato dalla questione della selezione del candidato sindaco per le imminenti elezioni comunali di Matera, previste per il 25 e 26 maggio 2025. Tali eventi evidenziano le divisioni interne della coalizione, complice anche la difficoltà di trovare un punto di incontro su candidati condivisi, fondamentale per affrontare le sfide del voto.
Inoltre, i rapporti con il partito di Azione, guidato dal presidente del Consiglio lucano Marcello Pittella, si rivelano complessi. Anche se Azione è parte della maggioranza, non ha ancora preso una posizione chiara riguardo alla sua partecipazione alle elezioni comunali. Questo fattore introduce ulteriore incertezza nei rapporti di alleanza, con fattezza le dinamiche tra i vari attori politici nella regione.
Commenti e reazioni dalla scena politica
L’apertura della crisi è stata oggetto di commento anche da parte degli esponenti del centrosinistra, che hanno colto l’occasione per evidenziare le difficoltà della maggioranza. Piero Marrese, ex candidato governatore del Partito Democratico, ha dichiarato che “a meno di un anno dalla scadenza delle votazioni regionali, questo strappo mette in luce le profonde divisioni all’interno di una maggioranza che non riesce a mantenere un’unità funzionale.” Secondo Marrese, la situazione attuale rivela chiaramente l’incapacità del presidente Bardi di fornire una guida riconoscibile e unificante per i vari gruppi all’interno del governo, dove ogni parte sembra muoversi autonomamente, lontana da una visione comune.
Questo quadro di difficoltà non solo mette in discussione la stabilità del governo attuale, ma solleva anche interrogativi su come si evolverà la situazione nelle prossime settimane. Gli scontri interni e la mancanza di un coordinamento efficace potrebbero influenzare significativamente i risultati delle elezioni municipali e le strategie politiche future. Rimane da vedere come si svilupperanno questi eventi e quali scelte faranno i vari partiti coinvolti, sempre più in balia delle proprie tensioni interne.