Debito Inrca di Cosenza: il rischio economico per i cittadini marchigiani

Debito Inrca di Cosenza: il rischio economico per i cittadini marchigiani

Il Partito Democratico delle Marche lancia un allerta sul debito di 17,5 milioni dell’Inrca di Cosenza, chiedendo interventi urgenti per evitare ripercussioni sui servizi sanitari e sui cittadini marchigiani.
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Debito Inrca di Cosenza: il rischio economico per i cittadini marchigiani - Gaeta.it

Nella gestione degli enti pubblici, gli atti concreti hanno sempre avuto la precedenza rispetto alle semplici conversazioni. Questo principio è particolarmente attuale per la Calabria, la quale deve affrontare un debito significativo di 17,5 milioni di euro per la sede dell’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani di Cosenza. Qualora la Regione non intervenga rapidamente, saranno i cittadini delle Marche a sopportare il peso economico di questa situazione.

Il grido d’allerta del Partito Democratico nelle Marche

Il Gruppo consiliare del Partito Democratico dell’Assemblea regionale delle Marche ha di recente amplificato un allerta già lanciato dalla consigliera Micaela Vitri, che lo scorso novembre aveva presentato un’interrogazione in Consiglio regionale. Durante un incontro con la stampa, i rappresentanti dem hanno evidenziato un rischio concreto per la popolazione marchigiana: «Il deficit della sede calabrese dell’Inrca potrebbe gravare sui cittadini delle Marche», hanno spiegato. Pertanto, hanno sollecitato il presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli, a intraprendere azioni amministrative decisive per risolvere la questione.

La necessità di un intervento tempestivo si fa ancora più urgente in considerazione delle difficoltà che l’Inrca sta affrontando. Infatti, come ribadito dalla consigliera Vitri e dalla capogruppo Anna Casini, l’istituto non è ancora riuscito ad approvare il bilancio di previsione per il 2025, circostanza che compromette gravemente la programmazione dei servizi e investimenti. Questo sarà di certo un fattore negativo per le cure destinate agli anziani assistiti, i quali sono tra i più vulnerabili all’interno del sistema sanitario.

Le implicazioni del debito e le ripercussioni sanitarie

Il debito accumulato dalla sede di Cosenza ha superato gli 17 milioni di euro, una cifra notevole che preoccupa non solo i vertici dell’Inrca, ma anche i cittadini delle Marche che potrebbero trovarsi a dover pagare il conto. Secondo Vitri, l’assenza di un intervento diretto da parte della Regione Calabria è evidente, dato che dal 2022 l’Inrca è stato escluso dalla gestione sanitaria centrata e i debiti sono rimasti incalfati. La mancanza di responsabilità della Regione Calabria in merito ai debiti accumulati dalla sede calabrese non può più essere tollerata.

Le conseguenze di questa situazione possono riflettersi in un impoverimento della qualità delle cure offerte dall’Inrca. Se non si interviene prontamente, i servizi potrebbero subire cali, rendendo difficile l’assistenza a un’utenza già fragile. I consiglieri del Pd, Vitri, Casini e Maurizio Mangialardi, hanno esortato l’amministrazione regionale a considerare seriamente il rischio di una crisi sanitaria, sottolineando che esistono precedenti chiari in cui è stato possibile chiudere accordi per far fronte a debiti simili, come nel 2018.

L’importanza di un intervento tempestivo

La questione del debito e della crisi dell’Inrca di Cosenza assume contorni sempre più critici; gli esponenti del Partito Democratico, durante il loro appello, hanno ribadito la necessità di un intervento immediato per evitare di aggravare la situazione. Hanno evidenziato come sia fondamentale che il presidente Acquaroli stabilisca un accordo risolutivo con il suo omologo calabrese.

Sebbene si speri che, per il momento, non ci siano ripercussioni immediate sulle prestazioni offerte dall’Inrca, l’impatto sui conti è già evidente e persino la Corte dei Conti ne ha dato notizia. Le saette lanciati dalla dirigenza del Pd non possono essere sottovalutate: affinché non si ripetano disastri futuri, Mizzi e i suoi compagni chiedono un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Marche. Sinora, le azioni intraprese appaiono insufficienti: concludere un accordo è il passo necessario per garantire un futuro stabile per l’Inrca e per i cittadini che si affidano ai suoi servizi.

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