A Castel Volturno, in provincia di Caserta, sono attualmente in corso lavori di demolizione di strutture illegali costruite lungo l’ultimo tratto del fiume Volturno. Queste operazioni, che comportano una spesa complessiva di quasi 600mila euro, sono state ordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Gli interventi interessano una lunghezza di circa 9 chilometri a partire dalla foce del fiume, un’area fortemente compromessa dall’abusivismo.
Le indagini e le irregolarità riscontrate
Le indagini condotte dai carabinieri forestali e dai membri della Capitaneria di Porto di Castel Volturno hanno portato alla luce gravi irregolarità. È emerso, infatti, che le strutture violate erano state realizzate attraverso l’occupazione abusiva di suolo demaniale, violazioni delle normative paesaggistiche e della tutela delle acque pubbliche. In particolare, sono stati riscontrati casi di abusivismo edilizio. La Procura ha quindi deciso di intervenire, ordinando la demolizione di sessanta strutture costruite negli anni passati.
Questi manufatti comprendevano tralicci supportati da cavi d’acciaio, progettati per sostenere una grande rete da pesca, nota come “Cala Cala”. Le dimensioni di questa rete ammontano a dieci metri per dieci. Inoltre, erano presenti locali, costruiti sulla sponda del fiume, adibiti a stazioni di lavoro per l’attrezzatura da pesca, compresi argani e verricelli azionati sia elettricamente che a motore a scoppio, utilizzati per sollevare e muovere le reti. I materiali utilizzati per la costruzione delle strutture abusive hanno incluso container dismessi, parti metalliche e murature rinforzate su basi di cemento e pareti coibentate.
La pianificazione delle operazioni di demolizione
L’avvio delle operazioni di demolizione è stato preceduto da un complesso lavoro di coordinamento tra diverse istituzioni locali, pronte a collaborare con la Procura per chiudere le opere abusive. Non è stato un compito da poco; è stata necessaria un’azione di raccordo tra diversi enti, seguita con attenzione e impegno dalla Procura guidata da Pierpaolo Bruni. Hanno partecipato al processo la Regione Campania, responsabile della gestione della proprietà demaniale; la Provincia di Caserta, che ha competenza sull’officiosità idraulica del fiume; e il Comune di Castel Volturno, che si occupa della materia urbanistica edilizia.
Questa collaborazione tra le varie autorità è fondamentale per garantire una gestione appropriata delle pratiche di demolizione e per ripristinare l’integrità dell’ambiente fluviale. La demolizione, iniziata a marzo e prevista per durare tre mesi, punta a liberare l’area da ciò che è stato classificato come una seria minaccia per l’ecosistema locale.
In sintesi, le demolizioni a Castel Volturno rappresentano un passo significativo verso la lotta contro l’abusivismo edilizio. Le autorità competenti hanno dimostrato un impegno reale per ristabilire la legalità e la sicurezza lungo le rive del fiume, un passo necessario per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche.