Un’importante realtà della tradizione artigiana milanese sta per chiudere i battenti. Il laboratorio di famiglia dei coniugi Marino e Sabrina, noto per la produzione di foglie d’oro destinate ai simboli iconici di Milano, come la Madonnina del Duomo e l’angelo di San Marco, si arrende a una crisi di vocazioni e mancanza di spazi. I due artigiani hanno deciso di donare tutti i macchinari al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, un gesto che esprime sia gratitudine che nostalgia per un mestiere che rischia di scomparire.
Il laboratorio e la tradizione dell’arte orafa
Da decenni, il laboratorio dei coniugi Marino e Sabrina è stato un punto di riferimento per l’arte orafa a Milano. Qui, artigiani esperti hanno creato foglie d’oro utilizzate in progetti prestigiosi, riscuotendo ampio riconoscimento nel settore. La famiglia ha trasmesso questa tradizione da generazioni, portando avanti tecniche e saperi che caratterizzano l’arte della doratura.
Il laboratorio ha visto passare tra le sue mani non solo materiali preziosi, ma anche collaborazioni con artisti e architetti, contribuendo a dar vita a opere d’arte che abbelliscono luoghi pubblici e privati in tutto il mondo. Il contributo degli artigiani è stato straordinario e ha visto fiorire un vero e proprio culto della bellezza, rendendo ogni oggetto unico e carico di storia. L’impatto economico e culturale di queste realizzazioni è innegabile. Col tempo, però, le nuove generazioni hanno mostrato un crescente disinteresse per il mestiere, rendendo sempre più difficile portare avanti un’attività così complessa e manuale.
La decisione di donare i macchinari
Con il crescente abbandono della professione, Marino e Sabrina si sono trovati costretti a prendere una decisione dolorosa. La mancanza di apprendisti e il costo elevato per mantenere il laboratorio hanno spinto i coniugi a chiudere l’attività , ricevendo con rassegnazione l’inevitabile. La donazione al Museo della Scienza e della Tecnica non è stata una scelta casuale. I macchinari rappresentano non solo strumenti di lavoro, ma anche la storia dell’arte orafa milanese, quasi un testamento a un’arte in pericolo di estinzione.
Questa donazione permette anche al pubblico di apprezzare il valore di ciò che un tempo era considerato un mestiere di alta artigianalità . Il museo, con la propria capacità di valorizzare e preservare la memoria storica, offre così una nuova vita a questi macchinari, assicurando che le tecniche dell’arte orafa non vengano dimenticate.
Un futuro incerto per l’arte orafa
La chiusura del laboratorio di Marino e Sabrina segna un momento triste per il patrimonio culturale milanese. Viene a mancare un luogo dove altamente specializzati artigiani praticavano l’arte della doratura. I coniugi hanno manifestato preoccupazione per la scomparsa di mestieri tradizionali, che traggono vantaggio dalle nuove tecnologie ma faticano a trovare un posto nella nostra società in rapido cambiamento.
Il futuro dell’arte orafa a Milano è incerto. Le istituzioni culturali e i musei possono fare la differenza nella salvaguardia di queste antiche tecniche, ma è necessaria anche una riflessione approfondita sulle condizioni di lavoro delle nuove generazioni di artigiani. Solo così è possibile creare un collegamento tra il passato e il presente. La speranza è che, attraverso progetti di sensibilizzazione e corsi d’arte, il mestiere dell’orafo non venga dimenticato e possa rimanere un driver della cultura e dell’estetica milanese.