Due smartphone sequestrati nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi: aumentano i controlli e le tensioni

Due smartphone sequestrati nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi: aumentano i controlli e le tensioni

Il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi affronta gravi problemi di sicurezza e gestione, evidenziati dal sequestro di smartphone e sostanze stupefacenti, richiedendo interventi urgenti per migliorare le condizioni.
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Due smartphone sequestrati nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi: aumentano i controlli e le tensioni - Gaeta.it

Nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, un nuovo evento ha messo in luce la situazione complicata che il personale penitenziario deve affrontare quotidianamente. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno infatti scoperto e sequestrato due smartphone perfettamente funzionanti, rinvenuti tra i rifiuti. Questo sequestro si inserisce in una serie di operazioni mirate a garantire la sicurezza all’interno dell’istituto, evidenziando una problematica crescente riguardante la gestione della vita detentiva.

L’attività di monitoraggio e sequestro nel carcere

Il sequestro di questi dispositivi non è un episodio isolato. Dall’inizio dell’anno, gli agenti hanno già ritirato nove telefoni cellulari e sei caricabatterie dalle mani dei detenuti. Inoltre, nel solo mese di gennaio, sono stati trovati 120 grammi di hashish, segno di una situazione di controllo che sembra sfuggire a una gestione chiara e coordinata. La presenza di smartphone in carcere rappresenta un rischio significativo sia per la sicurezza degli operatori penitenziari che per la gestione dei detenuti stessi, in quanto permette loro di comunicare con l’esterno senza alcun filtro.

La Polizia penitenziaria è costantemente allertata e impegnata per arginare il flusso di beni non autorizzati all’interno delle strutture carcerarie. Questo intervento specifico al carcere di Sant’Angelo dei Lombardi dimostra la dedizione e l’impegno degli agenti, impegnati in un lavoro spesso sottovalutato e poco riconosciuto. La lotta contro l’introduzione di dispositivi mobili è continua e necessaria per preservare un ambiente di detenzione controllato e sicuro.

La situazione critica del carcere

Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp , ha rilasciato dichiarazioni che mettono in evidenza la difficile condizione del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. Definito come “carcere di frontiera”, l’istituto si trova a dover fronteggiare una costante emergenza dovuta alla carenza di organico e alla presenza di detenuti problematici, trasferiti da altre strutture a causa di comportamenti disciplinari non idonei.

Il personale vive quotidianamente situazioni di stress e pericolo, aggravate dalla scarsità di risorse e dalla pressione di dover gestire detenuti con problematiche specifiche. Questo contesto di emergenza ha portato a un progressivo degrado dell’istituto, che un tempo era considerato un’eccellenza a livello nazionale, ma che ora si trova in una condizione di crisi a causa di scelte gestionali poco efficaci.

Il commento di Beneduci mette in luce un tema di ampio respiro; il sistema carcerario italiano sta affrontando sfide enormi legate alla gestione e al trattamento dei detenuti, che richiede non solo l’adeguamento delle strutture, ma anche politiche più efficaci per supportare il personale in servizio.

Sfide future e necessità di intervento

In un contesto come quello del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, appare necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti. I problemi di sovraffollamento, le carenze di personale e le strutture inadeguate devono essere affrontati con serietà per garantire non solo la sicurezza dei lavoratori ma anche il rispetto dei diritti dei detenuti. Potenziare il personale e migliorare le condizioni di lavoro è fondamentale per evitare il deterioramento ulteriore dell’istituto.

Il sequestro di smartphone e la scoperta di sostanze stupefacenti sono solo la punta dell’iceberg di una situazione più ampia. La necessità di interventi rapidi e risolutivi è fondamentale per ripristinare la dignità del lavoro di polizia penitenziaria e per garantire il rispetto delle regole all’interno del carcere. Una gestione più efficace e una riorganizzazione delle risorse potrebbero contribuire a riportare l’istituto a standard più elevati, restituendo sicurezza sia agli agenti che ai detenuti.

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