Educazione Nonviolenta: La Chiave per un Futuro di Pace

Educazione Nonviolenta: La Chiave per un Futuro di Pace

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Educazione Nonviolenta: La Chiave per un Futuro di Pace - Gaeta.it

Introduzione:
Nel contesto attuale di privatizzazione e precarizzazione del sistema educativo, si pone l’accento sull’importanza di adottare pratiche educative nonviolente nelle scuole italiane. L’obiettivo è contrastare la militarizzazione della società, promuovendo il dialogo e le relazioni generative come alternative concrete all’autoritarismo. Questo è il focus emerso durante il convegno ‘La scuola italiana va alla guerra? Comprendere i conflitti, educare alla pace’, promosso a Roma dall’Associazione nazionale ‘Per la scuola della repubblica’ e dallOsservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.

La cultura del militarismo diffusa:
Tra gli illustri partecipanti al convegno, tra cui il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio e Charlie Barnao dell’Università di Catanzaro, si è affrontata la questione della pervasiva presenza del militarismo nella società contemporanea. Contrariamente alla visione dominante che tende a giustificare le azioni militari come necessarie e difensive, il militarismo è stato descritto come un sistema culturale sottile e diffuso, capace di infiltrare le pratiche quotidiane in settori apparentemente distanti come lo sport, l’industria dell’intrattenimento e persino il mondo accademico.

Le guerre mascherate e il controllo sociale:
Durante il confronto, condotto da Roberta Leoni e Maria Teresa Silvestrini, la saggista ed editrice Alessandra Kersevan ha fatto luce sul fenomeno delle guerre mascherate, presentate come esportazioni della democrazia o combattimenti al terrorismo. Questi conflitti, in realtà, vengono utilizzati come strumenti di controllo sociale, sostenuti da un ampio supporto culturale e sociale che giustifica concetti come l’esportazione della civiltà. Per invertire questa pericolosa tendenza bellicista, si propone di puntare su una trasformazione relazionale, volta a promuovere una cultura nonviolenta attraverso l’educazione.

L’importanza della nonviolenza nella formazione:
Secondo Annabella Coiro, co-fondatrice della Rete ‘Edumana’ e esperta di educazione alla nonviolenza, per diffondere una cultura della pace è fondamentale rivedere i paradigmi educativi e ridefinire gli obiettivi formativi. La nonviolenza non deve essere solo un obiettivo da raggiungere, ma una pratica quotidiana da insegnare e vivere. Questo cambiamento necessita di coinvolgere non solo le singole pratiche degli individui, ma anche la struttura stessa del sistema educativo. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile contrastare la violenza strutturale presente nelle istituzioni scolastiche e favorire una cultura del dialogo e delle relazioni nonviolente.

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