Nella zona flegrea, la questione abitativa si complica sempre di più, soprattutto nelle aree segnate dal bradisismo. La situazione dei cittadini di Pozzuoli mette in luce una realtà drammatica, con 151 persone che per ora hanno scelto di tentare una sistemazione autonoma. Il Comune di Pozzuoli eroga un contributo mensile per sostenere coloro che hanno ricevuto l’ordinanza di sgombero per inagibilità delle loro abitazioni. Tuttavia, le cifre, che variano da 400 a 1.200 euro al mese a seconda della composizione familiare, appaiono insufficienti a fronteggiare un mercato degli affitti in forte ascesa. I dati raccolti mostrano un aumento del 17,62% rispetto all’anno precedente, creando una situazione di precarietà e incertezza.
La situazione abitativa: contributo pubblico insufficiente
I numeri parlano chiaro: il decreto attuativo stabilisce la fornitura di aiuti economici per un periodo limitato di sei mesi. Ma in un contesto dove il costo degli affitti lievita, tale sostegno diventa sempre più inadeguato. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha lamentato che dei 442 milioni di euro previsti per l’edilizia pubblica, oltre 200 milioni sono sottratti da risorse già destinate alla Regione Campania. Inoltre, i 20 milioni riservati per l’edilizia privata risultano insufficienti rispetto alle necessità impellenti della popolazione.
Una comunità in difficoltà, quella di Pozzuoli, caratterizzata da famiglie costrette a vivere in condizioni precarie, con l’incubo di nuove scosse sismiche e l’incertezza sul futuro delle loro case. Ritrovarsi in affitti fuori controllo, mentre il governo locale cerca di far fronte ai crescenti fabbisogni sociali e residenziali, è un aspetto che non può passare inosservato.
Monteruscello: un quartiere con gravi problemi strutturali
Monteruscello è uno dei quartieri colpiti dalla crisi abitativa. Inizialmente concepito come una possibile soluzione durante la crisi bradisismica degli anni ’80, oggi si presenta come un simbolo di fallimentare gestione urbanistica. Nonostante le iniziative di supporto temporaneo come quelle fornite da Federalberghi, le famiglie sfollate trovano spesso una risposta insoddisfacente alle loro necessità.
Secondo Andrea Ponticelli, attivo nel comitato degli abitanti di Monteruscello, i servizi offerti sono inadeguati. Diverse famiglie hanno segnalato l’impossibilità di ricevere accoglienza in strutture che possano garantire standard minimi di igiene e sicurezza, esclusi da offerte per particolari esigenze alimentari o per la presenza di animali domestici.
Il PalaTrincone è uno dei principali hub di accoglienza, ma, allo stesso tempo, è il ritratto di una realtà precaria. Questo palazzetto, pensato come luogo di aggregazione, è ora destinato a un uso temporaneo che non colma la mancanza di strutture adeguate per le famiglie sfollate. Nel frattempo, le abitazioni prefabbricate, erette più di quarant’anni fa, versano in condizioni di profonda degrado, con infiltrazioni d’acqua e strutture che mettono a rischio la sicurezza degli abitanti.
Un futuro appeso a un filo
La situazione abitativa di Pozzuoli, e in particolare della periferia come Monteruscello, è aggravata non solo dall’impennata degli affitti, ma anche dalla mancanza di un piano di intervento strutturale efficace. Anche se le scosse bradisismiche non mostrano una particolare intensità in alcune aree, il rischio di un’escalation è sempre presente. Ponticelli mette in guardia sull’urgenza di un approccio preventivo e di intervento nel settore sismico per tutelare le famiglie e garantire un futuro più sicuro.
Le comunità colpite da questa emergenza abitativa si trovano così a navigare tra le difficoltà del presente e le incertezze di un futuro che potrebbe rivelarsi ancor più complesso. L’assenza di un piano concreto e di risorse adeguate potrebbe portare a conseguenze devastanti, trasformando la precarietà abitativa in una crisi sociale insanabile.