Festival della storia 2023: dalla trasgressione ai tradimenti, un appuntamento culturale ad Ancona

Festival della storia 2023: dalla trasgressione ai tradimenti, un appuntamento culturale ad Ancona

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Festival della storia 2023: dalla trasgressione ai tradimenti, un appuntamento culturale ad Ancona - Gaeta.it

Il Festival della storia torna ad Ancona con la sua sesta edizione, un’esplorazione culturale dei tradimenti che hanno segnato la storia dell’umanità. Da giovedì 29 agosto a domenica 1° settembre, la Mole Vanvitelliana ospiterà un ricco programma che, sotto la presidenza di Valentina Conti, vedrà coinvolti relatori di spicco nell’analisi di eventi e figure storiche emblematiche. Con un focus su tematiche che spaziano dalla storia antica ai conflitti contemporanei, il festival si propone di stimolare riflessioni storiche e socioculturali.

Il programma di apertura: Emilio Gentile e il fascismo

La lectio magistralis di Emilio Gentile

La kermesse inizierà il 29 agosto alle ore 17 nell’Auditorium della Mole, con una lectio magistralis tenuta da Emilio Gentile, docente emerito di Storia Contemporanea alla Sapienza di Roma. Gentile, noto per i suoi approfondimenti sul fascismo, presenterà un intervento dal titolo provocatorio “25 luglio 1943: un processo al regime totalitario“. Questo discorso avrà il compito di inquadrare il contesto di un periodo cruciale della storia italiana, analizzando l’ascesa e la caduta del regime fascista attraverso il concetto di tradimento, declinato in numerose forme.

La riflessione di Gentile costituirà l’apertura di un programma ampio e variegato, nel quale esperti di rilievo metteranno in luce come determinati eventi storici, spesso percepiti come svolte necessarie, possano anche essere interpretati come tradimenti alla volontà popolare.

La riflessione di Achille Occhetto

Il 30 agosto, un altro evento rilevante sarà la conversazione tra Achille Occhetto, ex-segretario del Partito Comunista Italiano, e Paolo Marconi. Il dialogo si concentrerà sulla “Bolognina, una svolta epocale“, un momento che segnò un cambiamento radicale nella politica italiana. Occhetto, attraverso la sua esperienza diretta nel partito e nel governo, porterà un’importante testimonianza su come scelte politiche cruciali abbiano un impatto duraturo sulla società e come possano essere percepite come tradimenti rispetto a ideali e promesse passate.

Esplorazione dei tradimenti nella cultura

L’intervento di Angelo Panebianco

Un appuntamento da non perdere sarà l’intervento di Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, che discuterà “Il tradimento degli intellettuali“. Questo incontro, previsto per il 1° settembre alle 18, vedrà Panebianco dialogare con Francesco Maria Tiberi su come gli intellettuali abbiano, talvolta, tradito i principi etici e morali in nome di opportunismi politici o culturali. Questa riflessione pone in evidenza il ruolo cruciale degli intellettuali nelle dinamiche storiche e sociali, occupando una posizione ambivalente tra il potere e l’ideologia.

Luca Barbareschi e il tradimento nell’arte

Il 31 agosto, l’attore e regista Luca Barbareschi approfondirà un tema affascinante: “Tradimenti tra teatro e cinema“. In un dialogo vivace con Valentina Conti, Barbareschi esplorerà come la narrativa artistica possa riflettere e reinterpretare il concetto di tradimento, rivelando dinamiche sociali e culturali nascoste e offrendo nuove prospettive su eventi storici.

Lavoro e tradimento: lo stato attuale

Discussione su occupazione e sottoccupazione

La tematica del lavoro, intesa sia come occupazione che come sottoccupazione, verrà analizzata da due esperti di fama: Cesare Damiano, ex-ministro del Lavoro, e Marco Bentivogli, attivista e coordinatore di BASE Italia. Questi interventi si concentreranno sulla relazione tra i lavoratori e i datori di lavoro, esaminando come le politiche del lavoro attuali possano essere considerate tradimenti rispetto ai diritti e alle aspettative delle classi lavoratrici.

Sguardo all’ordine globale

Le questioni relative all’Europa e agli Stati Uniti, in quanto attori chiave nel modellare l’ordine globale, saranno trattate nel dialogo tra Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia teoretica, e Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale a SciencesPo. Attraverso titoli provocatori come “Un fantasma si aggira per l’Europa” e “America: libertà o impero?“, i relatori discuteranno le contraddizioni nel comportamento internazionale delle potenze mondiali, interrogandosi su quanto e quando questi attori abbiano tradito i valori su cui si basano.

Tra passato e presente: storia e arte

Riflessioni sulla storia antica e sul Risorgimento

Non mancheranno anche esplorazioni della storia antica e del Risorgimento. Il professor Giovanni Brizzi offrirà una lettura innovativa di eventi chiave del passato, mentre Carmine Pinto si concentrerà sulle complesse dinamiche sociali e politiche di un periodo che ha plasmato l’Italia moderna. Entrambi forniranno una dimensione comparativa al tema principale del festival, tracciando paralleli tra il passato e le sfide attuali.

Musica e tradimento: un concerto evocativo

Il 31 agosto, il concerto “Sono solo canzonette?” promette di intrattenere e far riflettere, con Riccardo Mei e Luca Pecchia che, insieme a Massimo Papini e Paolo Marconi, analizzeranno il legame profondo tra canzone e storia. Sarà un’opportunità per esplorare come la musica possa esprimere sentimenti di tradimento e appartenenza, e come i cantautori abbiano, a loro volta, contribuito a narrare e raccontare delle esperienze collettive di perdita e speranza.

Una visione inclusiva: donne, guerra e linguaggio

Storia delle donne al potere e in guerra

Le questioni di genere saranno affrontate in modo critico, con approfondimenti sulla storia delle donne in posizioni di potere e sul loro ruolo nella società civile durante i conflitti. Questo segmento del festival mira a restituire alla memoria storica il contributo delle donne, spesso trascurato, nel contesto di eventi chiave che hanno segnato la nostra storia.

Linguaggio, poesia e tradimento

Il tema del linguaggio, sia in termini di creazione poetica che di traduzione, sarà esplorato per evidenziare come le parole possano essere sia strumenti di liberazione che di oppressione. Questo approccio analitico permetterà di comprendere come la manipolazione del linguaggio possa tradire la verità e i sentimenti umani.

Una serie di conferenze e eventi, tutti ad ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione, completerà il programma di questa edizione del festival, puntando a coinvolgere il pubblico in un dialogo vivace e informato sui temi del tradimento in tutte le sue forme.

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