Il Festival di arti performative e cinema Orlando torna con la sua dodicesima edizione, in scena a Bergamo dal 3 all’11 maggio 2025. Quest’anno il tema centrale è il “fallimento”, una parola che entra nel lessico e nella riflessione degli artisti e del pubblico. Promosso dall’Associazione Immaginare Orlando e dal Laboratorio 80, l’evento si propone di stimolare dibattiti e offrire spunti nuovi su un argomento complesso.
Un tema provocatorio e stimolante
Il fallimento, secondo Elisabetta Consonni, direttrice del festival, non è solo un’esperienza negativa, ma una possibilità di apprendimento e crescita. “Fallire significa anche avere esperienza delle falle di un sistema che pretende un solo tipo di successo”, afferma Consonni, sottolineando come queste “falle” possano rappresentare spazi fertili per nuove opportunità. Questo approccio invita a riflettere su cosa significhi veramente avere successo e su come le diverse sfide possano contribuire a una prospettiva più ampia sul mondo dell’arte e della vita quotidiana.
Un ricco programma di eventi
Il festival si svolgerà in nove spazi differenti della città e offrirà oltre 20 appuntamenti, tra cui performance, proiezioni di film in anteprima, laboratori, seminari e feste. Ospiti internazionali da Nigeria, Francia, Italia, Norvegia e Stati Uniti porteranno la loro esperienza e il loro talento a Bergamo. Artisti come il coreografo nigeriano Emmanuel Ndefo e il duo norvegese Ann-Christin Kongsness e Marte Reithaug Sterud, entrambi al loro debutto in Italia, arricchiranno il programma. Non da meno, Aristide Rontini, noto coreografo appartenente al gruppo Al.Di.Qua, si unirà a questo mosaico di creatività.
Film in anteprima e documentari innovativi
Un elemento centrale del festival è rappresentato dalla proiezione di film in anteprima, che spaziano da storie di formazione a documentari toccanti. Tra questi, spicca “Baby” di Marcelo Caetano, che narra le esperienze di un giovane in cerca di identità e riferimenti. “Lesvia”, diretto da Tzeli Hadjidimitriou, esplora il legame tra le donne della comunità omosessuale e gli abitanti di Lesbo negli anni ’70. Infine, il docu-drama “Shadow” di Bruce Gladwin, prodotto dalla compagnia australiana Back to Back Theatre, affronta la vita di un gruppo di attivisti con disabilità intellettiva, portando alla luce temi spesso trascurati dalla società.
Istituzioni fantastiche e nuovi orizzonti
Un’altra iniziativa interessante che verrà presentata è il progetto che immagina “istituzioni fantastiche”, come il Ministero del Fallimento. In Piazza Libertà, il pubblico avrà l’opportunità di partecipare a incontri e interazioni con installazioni, esplorando la concezione di fallimento non come una sconfitta, ma come un modo per legittimare nuove prospettive. Consonni conclude il suo intervento dichiarando che “il successo è l’esito di un sistema che non considera la pluralità di prospettive, identità, corpi”. Invita tutti a riflettere su come la pratica artistica possa guidare verso una “grammatica delle possibilità”, permettendo a ognuno di esprimere il desiderio di vivere in modi alternativi.
La dodicesima edizione del Festival Orlando si preannuncia ricca di stimoli, pronta a mettere in discussione le certezze e ad affrontare tematiche di grande rilevanza sociale e culturale.