Nei primi due mesi del 2025, i dati forniti dal ministero dell’Interno segnavano un calo significativo dei femminicidi in Italia. Tuttavia, il periodo successivo all’8 marzo ha visto un drammatico aumento delle violenze contro le donne, con cinque nuovi omicidi in poco più di tre settimane. Questa situazione mette in evidenza la continua emergenza di violenza di genere nel nostro Paese, rendendo urgentissima la lotta contro questo fenomeno.
Il tragico bilancio dei femminicidi
A partire dall’inizio dell’anno, il ministero dell’Interno aveva registrato sei omicidi di donne, un numero inferiore rispetto allo stesso arco temporale del 2024, in cui se ne erano verificati otto. Tuttavia, questa flessione non ha mitigato il tragico verificarsi di femminicidi. Dal 8 marzo al 2 aprile, le notizie di nuovo omicidi hanno scosso le comunità , in particolare nei casi di donne uccise da partner, ex partner o pretendenti, spesso in situazioni di intimità violenta.
Le violenze non risparmiano neppure le persone più giovani, come ha dimostrato la recente morte di Sara Campanella, studentessa 22enne, accoltellata da un coetaneo. Questi eventi pongono in discussione l’efficacia delle misure di protezione e di prevenzione attualmente in atto. Ogni omicidio rappresenta non solo una tragedia personale, ma un campanello d’allarme per la società nella sua interezza, che deve riflettere su come combattere la cultura della violenza.
Femminicidi di marzo
Il 13 marzo, nel Lodigiano, la vita di Sabrina Baldini Paleni, operatrice sanitaria, è stata spezzata dal compagno, Franco Pettineo, il quale ha confessato il delitto. Si sostiene che Sabrina avesse intenzione di terminare la sua relazione, un fatto che deriva da testimonianze raccolte durante le indagini. Otto giorni dopo, il 21 marzo, a Napoli, un altro tragico episodio ha avuto come vittima Ruslana Chornenka. Il marito, Ivan Chornenhyy, ha brutalmente colpito la moglie con un corpo contundente prima di togliersi la vita. La scoperta è avvenuta da parte della figlia di 17 anni, un’ulteriore ferita che segnerà la sua vita per sempre.
Ma non è finita. Il 26 marzo, Laura Papadia è stata strangolata dal marito Nicola Gianluca Romita a Spoleto. La coppia affrontava una crisi profonda, probabilmente legata a desideri contrastanti riguardo alla genitorialità . La drammaticità della scena si è arricchita del tentativo dell’uomo di suicidarsi, fermato solo in extremis dalle forze dell’ordine.
L’omicidio di Sara e Ilaria
Il 31 marzo ha visto la morte di Sara Campanella, una studentessa uccisa in strada a Misilmeri da un coetaneo. Stefano Argentino, l’aggressore, ha colpito Sara alla giugulare dopo averla perseguitata per due anni; è stato arrestato poche ore dopo il delitto. Questo caso evidenzia le dinamiche tossiche che spesso si instaurano tra giovani e come il rifiuto possa trasformarsi in violenza.
Infine, Ilaria Sula, rinvenuta il 2 aprile in una valigia in un dirupo vicino a Poli, conferma con il suo caso la bruttezza della violenza di genere. Il fidanzato della ragazza, sospettato del delitto, avrebbe perpetrato l’omicidio in un appartamento a Roma prima di tentare di sbarazzarsi del corpo.
Un’emergenza continua
Il 2024 ha registrato un numero di 321 omicidi, di cui 113 donne, e un dato allarmante, è che 61 di queste sono state uccise da partner o ex. La questione della violenza di genere è quindi un tema centrale nella nostra società , richiedendo misure urgentemente efficaci e un maggiore impegno per educare contro questa forma di violenza. La Giornata internazionale della donna, quindi, serve a costruire consapevolezza e a stimolare azioni concrete, affinché tragedie come quelle vissute nei primi mesi del 2025 diventino un ricordo del passato.