Gli Stati Uniti chiedono ai partner Nato un incremento della spesa per la difesa: la reazione dell'Italia

Gli Stati Uniti chiedono ai partner Nato un incremento della spesa per la difesa: la reazione dell’Italia

Marco Rubio invita gli alleati della NATO a incrementare le spese per la difesa al 5% del PIL, sottolineando l’impegno degli Stati Uniti nell’Alleanza e la necessità di una risposta collettiva alle minacce globali.
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Gli Stati Uniti chiedono ai partner Nato un incremento della spesa per la difesa: la reazione dell'Italia - Gaeta.it

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha esortato gli alleati della Nato a tracciare un “percorso realistico” per incrementare le proprie spese per la difesa, suggerendo una soglia pari al 5% del prodotto interno lordo . Questa richiesta arriva in un contesto di crescente attenzione globale sulla sicurezza, amplificata da recenti eventi drammatici, tra cui la tragedia che ha visto la morte di quattro soldati americani durante un’esercitazione in Lituania. Durante il suo intervento a Bruxelles, Rubio ha fornito rassicurazioni sulla permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica, contrastando le preoccupazioni sollevate da alcune dichiarazioni recenti.

La posizione degli Stati Uniti sulla Nato

Rubio, partecipando alla ministeriale Esteri della Nato a Bruxelles, ha chiarito che gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati all’interno dell’Alleanza. Ha descritto le polemiche attuali come “isterie ingiustificate“, sottolineando l’importanza della presenza americana nella Nato. Le sue parole hanno seguito l’espressione di condoglianze da parte del segretario generale della Nato, Mark Rutte, per il sacrificio dei quattro militari americani, un evento che Rubio ha definito un “ricordo tragico della necessità di un forte impegno difensivo“.

Rubio ha affermato: “Siamo attivi più che mai nella Nato“. La sua partecipazione ha rinforzato l’idea che, nonostante alcuni commenti nei media, l’impegno degli Stati Uniti non è in discussione e continuerà a essere una costante nell’approccio dell’Alleanza. Inoltre, ha evidenziato come la retorica negativa nei confronti della Nato sia infondata e torni a riflettere le posizioni del presidente Trump, il quale ha sempre sostenuto l’importanza della Nato, ma ha chiesto maggiore responsabilizzazione da parte degli altri membri.

Le spese per la difesa e l’invito agli alleati

Il segretario di Stato ha poi affrontato il tema cruciale delle spese per la difesa, indicando la necessità di arrivare a una spesa pari al 5% del Pil per ogni nazione membro. Ha specificato che le economiche avanzate della Nato devono farsi carico di un ulteriore impegno nel settore della difesa. Secondo Rubio, gli eventi recenti, tra cui conflitti su larga scala in Europa, richiedono un ripensamento delle priorità di spesa. Ha sottolineato come, nonostante le sfide interne, sia essenziale che ogni paese investa di più nella sicurezza nazionale.

Rubio ha esortato gli alleati a considerare le proprie spese per la difesa come una priorità, paragonando le esigenze militari a quelle sociali. Ha commentato che è vitale che gli Stati membri “promettano” di mantenere gli impegni e di valutare come raccogliere le risorse necessarie per affrontare le sfide emergenti. La sua nota finale è stata chiara: il percorso per raggiungere il target di spesa deve essere concreto e “realistico“, evidenziando la necessità di una risposta collettiva alle minacce attuali.

La reazione dell’Italia e la risposta di Tajani

Sulla questione dell’incremento delle spese militari, il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha risposto alle sollecitazioni di Rubio durante l’incontro a Bruxelles. Ha affermato che l’Italia è disposta ad aumentare la spesa per la difesa fino al 2% del Pil. Tuttavia, ha espresso il proprio scetticismo riguardo a un possibile aumento fino al 5% a causa delle difficoltà generate dalle politiche commerciali, come i dazi.

Tajani ha sottolineato che per il suo paese, che affronta già una serie di sfide economiche e sociali, la combinazione di aumenti esborsi per la difesa e tasse elevate potrebbe risultare complessa da gestire. Ha evidenziato che le priorità di sicurezza devono bilanciarsi con le necessità economiche, specificando che l’Italia sta già compiendo sforzi significativi per rispettare gli obblighi NATO, ma che ulteriori richieste richiederanno una discussione trasparente e aperta tra i membri dell’Alleanza.

La questione della Groenlandia e i legami con la Danimarca

Nel corso dell’incontro, Rubio ha anche affrontato la questione dei legami tra Stati Uniti e Danimarca, in un contesto di maggiore attenzione verso la Groenlandia. Ha rassicurato il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, circa la solidità delle relazioni tra Copenaghen e Washington, allontanando i timori legati a eventuali mire espansionistiche. È stata una conversazione di alto profilo, che ha toccato temi sensibili, ma sul tavolo è stata posta anche l’importanza di una cooperazione bilaterale robusta, senza entrare nei dettagli su eventuali programmi per la Groenlandia.

Con queste affermazioni, Rubio ha cercato di mettere a tacere le speculazioni sulle intenzioni degli Stati Uniti, ribadendo che il rispetto reciproco delle sovranità continuerà a essere un elemento cardine della politica estera americana.

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