Una mattinata di grande significato si è svolta oggi a Kyiv, dove il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ha visitato l’ospedale pediatrico di Okhmatdyt, colpito da un devastante attacco missilistico russo lo scorso 8 luglio. Questo evento ha rappresentato un momento di solidarietà e di speranza in un contesto segnato dalla guerra, in particolare per i piccoli pazienti e il personale medico che operano in una delle strutture sanitarie più importanti dell’Ucraina.
Il bombardamento dell’ospedale pediatrico di Okhmatdyt
Un attacco devastante
Il 8 luglio, l’ospedale pediatrico Okhmatdyt è stato colpito da un missile che ha causato danni ingenti alle sue strutture. Al momento dell’attacco, vi erano 627 bambini presenti nell’ospedale. Il bilancio finale ha segnato due vittime, inclusa una staff del personale medico, e un totale di 50 feriti, di cui 8 erano minori. Gli effetti dell’esplosione hanno colpito severamente diversi reparti, inclusi quello chirurgico, oncologico e di terapia intensiva, compromettendo l’unico laboratorio ucraino per le malattie ematiche e tumorali. La devastazione è stata tale che aree cruciali come il reparto di tossicologia e traumatologia sono state seriamente danneggiate, rendendo necessario un pronto intervento per ripristinare i servizi.
La reazione del personale medico e dei genitori
In seguito all’attacco, l’ospedale si è organizzato per trasferire 94 bambini in altre strutture mediche di Kyiv e ha avviato il recupero delle sue operazioni. La determinazione del personale sanitario si è dimostrata fondamentale in questo frangente, dimostrando un impegno straordinario nel fornire assistenza ai piccoli pazienti nonostante le gravi difficoltà. La visita del cardinale Parolin arriva in un momento cruciale per l’ospedale, che sta tentando di riorganizzarsi e di ripristinare la normalità in un contesto di emergenza. Parolin si è fatto portavoce di sostegno e speranza per l’intera comunità, incoraggiando medici e famiglie a non perdere la fiducia nel futuro.
Il saluto ai bambini e al personale dell’ospedale
Un incontro toccante
Durante la sua visita, il cardinale Parolin ha accolto con calore i piccoli pazienti ricoverati, dedicando tempo a ciascuno di loro con saluti e gesti affettuosi. Con i genitori, ha condiviso parole di incoraggiamento, riconoscendo il dolore e la paura che lingeranno in un contesto così difficile. Un incontro ricco di emozione, che ha rappresentato un momento di luce in una giornata altrimenti segnata dalla sofferenza. Il direttore generale dell’ospedale, Volodymyr Zhovnir, ha illustrato al cardinale le difficoltà affrontate e le strategie attuate per garantire la continuità delle cure.
La solidarietà del Vaticano
La visita non si è limitata a un mero incontro di cortesia. Parolin ha colto l’occasione per discutere di future collaborazioni con l’ospedale pediatrico vaticano Bambino Gesù, sottolineando l’importanza della solidarietà internazionale in un periodo di crisi. Questo colloquio rappresenta un importante passo verso il rafforzamento dei legami e della cooperazione tra le istituzioni sanitarie.
Visita alla cattedrale di Santa Sofia
Un simbolo di unità e resistenza
Successivamente, il cardinale Parolin si è diretto verso la cattedrale di Santa Sofia, uno dei simboli più importanti della cultura e della storia ucraina. Costruita a partire dal 1037, questo straordinario edificio ha resistito a secoli di conflitti, attacchi e spoliazioni, emergendo come faro di unità e resilienza per il popolo ucraino. Durante la visita, il direttore generale del complesso museale, Nelia Kukovalska, ha illustrato la storia e la rilevanza della cattedrale, che è stata recentemente inserita dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità in pericolo.
Un momento di preghiera e riflessione
Di fronte al magnifico mosaico della Madonna Orante, il cardinale ha invitato la delegazione vaticana a unirsi in preghiera, intonando l’inno mariano “Salve Regina” in latino. Questo atto di devozione ha sottolineato l’importanza della spiritualità e della speranza, persino nei momenti di maggiore oscurità. Prima di concludere la sua visita, Parolin ha lasciato una nota sul libro d’onore, simbolo di un forte legame di sostegno tra il Vaticano e l’Ucraina in un periodo di crisi e conflitto.