Il dramma di un giovane intellettuale: Leonardo Gravina e la sua ricerca di identità

Il dramma di un giovane intellettuale: Leonardo Gravina e la sua ricerca di identità

“Diciannove” di Giovanni Tortorici racconta il viaggio esistenziale di Leonardo Gravina, un giovane palermitano che affronta la solitudine e le delusioni nella sua ricerca di identità tra Londra e Torino.
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Il dramma di un giovane intellettuale: Leonardo Gravina e la sua ricerca di identità - Gaeta.it

Leonardo Gravina è il protagonista della pellicola “Diciannove,” un’opera prima di Giovanni Tortorici, che esplora la fragilità e l’inquietudine di un ragazzo ventenne che abbandona la Dolce Vita di Palermo per affrontare la realtà britannica. Il film, già presente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, offre uno spaccato della vita di Leonardo mentre cerca un senso all’esistenza attraverso la cultura e le sue esperienze.

Un viaggio da Palermo a Londra e il crollo delle aspettative

Nel 2015, Leonardo Gravina, interpretato da Manfredi Marini, lascia la sua città natale, carico di sogni e ambizioni, per raggiungere la sorella Arianna a Londra. L’idea di avviare gli studi di Business sembra, inizialmente, una scelta promettente. Tuttavia, il giovane si scontra ben presto con un’inesorabile realtà. L’entusiasmo iniziale cede il passo a una depressione latente. La grande metropoli britannica, invece di offrire stimoli e possibilità, diviene un luogo di isolamento e incertezze.

La scomparsa del suo slancio vitale spinge Leonardo verso un esistenzialismo intricato, fatto di riflessioni e disorientamento. Sente il peso della propria provenienza e del mondo che lo circonda, ma rimane bloccato da una barriera invisibile che lo separa dagli altri. Il contrasto tra le sue aspettative e la vita reale lo conduce a un profondo stato di inquietudine, ponendolo di fronte a domande esistenziali sulla sua identità e sul futuro.

Un cambio di direzione: dagli affari alla letteratura

Deluso dalla vita universitaria londinese, Leonardo decide di cambiare radicalmente rotta. Si iscrive d’impulso all’Università di Siena, attirato dalla letteratura. Qui, la sua asocialità emerge, facendo di lui un personaggio solitario e riflessivo, pronto a esprimere opinioni critiche su tutto ciò che lo circonda. Il ragazzo non riesce a instaurare alcun collegamento significativo con i suoi coetanei, preferendo rifugiarsi nelle pagine dei grandi classici italiani.

L’apprezzamento per Dante diventa una fissazione. La sua passione per i testi antichi e l’estetica della “bella lingua” italiana si fa sempre più ossessiva. Questo comportamento lo porta a esperienze di vita al limite, come l’abuso di alcol e altre sostanze. La sua incapacità di gestire i propri impulsi lo porta a riflessioni dissacranti, mentre la sua avversione per interpretazioni convenzionali di Dante, come quella di Roberto Benigni, evidenzia il suo distacco dalla cultura popolare.

La ricerca di una connessione a Torino

Un anno dopo il suo soggiorno a Siena, Leonardo si trasferisce a Torino, dove incontra un amico di famiglia. Questo incontro segna un momento significativo nel suo percorso. Qui, il giovane ha l’opportunità di confrontarsi con un adulto, portando a un dialogo che lo costringe a riflettere sulla sua vita e sulle scelte fatte fino a quel momento.

Osservando i legami che altri hanno, Leonardo avverte una crescente solitudine, accentuata dalle sue esperienze passate e dal suo rifiuto di conformarsi. Questo confronto rappresenta un passo verso una possibile rielaborazione della sua identità.

Con “Diciannove,” Giovanni Tortorici presenta una narrazione intima e sfumata della generazione attuale, mettendo in luce i conflitti interni di un giovane in cerca di un posto nel mondo. La pellicola si configura come un viaggio emotivo attraverso le ansie e le speranze di un ragazzo che, nonostante le sue ricchezze, trova difficoltà a connettersi con la realtà che lo circonda.

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