Il “no show” è un’espressione che si sta diffondendo sempre di più nel settore della ristorazione. Si riferisce al fenomeno dei clienti che prenotano un tavolo ma non si presentano, causando perdite significative per i ristoratori. A Bologna, la titolare della Trattoria da Me, Elisa Rusconi, ha deciso di reagire a questo problema con nuove policy che includono la richiesta di una carta di credito e una penalità per i clienti assenti. L’adozione di queste misure sta diventando una prassi sempre più comune, in risposta a un fenomeno che sta minando la sostenibilità economica dei ristoranti.
L’impatto economico del “no show”
L’assenza ingiustificata dei clienti ai tavoli prenotati rappresenta una delle problematiche più insidiose per i ristoratori. La perdita di potenziali ingressi e la difficoltà di gestire le scorte alimentari sono solo alcune delle difficoltà che i proprietari dei ristoranti devono affrontare ogni giorno. Elisa Rusconi ha stimato che nel solo ultimo anno, la sua attività ha subito un danno di 30.000 euro, danno direttamente legato al costo delle materie prime non utilizzate e alle spese di gestione continuative.
Il problema del “no show” si amplifica specialmente nei weekend e nelle festività, periodi in cui le prenotazioni tendono a crescere in modo significativo. I ristoranti spesso fanno affidamento su queste prenotazioni per pianificare il proprio approvvigionamento. Quando i clienti non si presentano, si crea un disguido che non solo influisce sui profitti, ma danneggia anche la reputazione del ristorante. La mancanza di tavoli disponibili a causa delle assenze può anche comportare per i ristoranti una perdita di opportunità di servire altri clienti.
Le nuove misure contro le assenze
Per affrontare questa situazione, molti ristoranti hanno iniziato a implementare strategie come la richiesta di una carta di credito al momento della prenotazione. Questa prassi non è solo un modo per garantire il pagamento, ma anche un deterrente efficace per i clienti indecisi. Elisa Rusconi ha scelto di adottare questa strategia, sostenendo che “i clienti sono bene informati durante il processo di prenotazione riguardo al fatto che, in caso di assenza, verrà addebitata una penalità.” In questo caso specifico, la somma fissata è di 25 euro a testa.
Questa modalità di gestione non serve solo a risarcire i danni causati dai “no show”, ma si pone anche come una forma di responsabilizzazione nei confronti dei clienti. La comunicazione chiara riguardo alla penalità prevista è fondamentale per far comprendere l’importanza di una corretta gestione della prenotazione. I ristoratori sperano che, con il tempo, i clienti si abitueranno a queste misure e che il rispetto degli impegni di prenotazione diventi una pratica comune.
La reazione dei clienti e l’adeguamento del mercato
Le nuove misure introdotte dai ristoratori non sono state accolte serenamente da tutti. Alcuni clienti esprimono il timore di rinunciare a prenotazioni per paura di incorrere in penali in caso di imprevisti. Tuttavia, la crescente accettazione di queste pratiche da parte del mercato sta contribuendo a modificare la percezione del valore di una prenotazione.
Diversi ristoranti, specialmente quelli con una significativa richiesta, si sono rapidamente adattati a questa nuova realtà, integrando la prenotazione con Paypal o altri sistemi online, rendendo i processi più transparenti e fluidi. Con l’aumento della consapevolezza riguardo alle problematiche legate al “no show”, è probabile che nel futuro a breve termine sempre più attività adotteranno misure simili per ridurre i rischi economici legati a prenotazioni non rispettate.
Il “no show”, pertanto, rappresenta un tema sempre più rilevante per la ristorazione italiana, tanto da spingere gli operatori a trovare soluzioni per proteggere il proprio lavoro e le proprie risorse.