In un momento cruciale per l’economia globale, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha esposto le sue considerazioni sui pagamenti transfrontalieri durante un importante evento del G20 tenutosi in Sudafrica. In un contesto dove la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo è al centro dell’attenzione, Panetta ha sottolineato le difficoltà esistenti e la necessità di affrontarle con provvedimenti efficaci. L’accento è stato messo su come queste problematiche abbiano ricadute dirette sugli utenti finali, rendendo il dibattito ancora più rilevante.
Misure antiriciclaggio e sfide per il sistema di pagamento
Fabio Panetta ha evidenziato che, nonostante il consenso generale sull’importanza di mantenere l’integrità del sistema di pagamento, l’implementazione delle misure antiriciclaggio e anti-terrorismo presenta non poche complicazioni. Queste difficoltà , ha notato, si traducono in oneri e costi aggiuntivi per i fornitori di servizi di pagamento, che alla fine vengono trasferiti sugli utenti finali. Un aspetto critico menzionato dal governatore riguarda le “misure di gestione dei flussi di capitale”, che rendono difficile la libera circolazione di denaro tra diverse valute, in particolare nei mercati emergenti.
L’assenza di interoperabilità tra soluzioni di pagamento nazionali rappresenta un altro ostacolo significativo. Panetta ha indicato che questa mancanza di armonizzazione tra i vari sistemi di pagamento ostacola non solo l’efficienza delle transazioni ma anche la competitività delle offerte sul mercato. Le difficoltà nel cambiare valuta rendono i pagamenti transfrontalieri ancora più complessi e costosi, creando un effetto a catena che penalizza in ultima analisi i consumatori.
Standardizzazione e cooperazione per un ecosistema integrato
Nel suo discorso, Panetta ha proposto un cambiamento di paradigma, invitando a concentrare gli sforzi sul miglioramento dei sistemi nazionali per facilitare i pagamenti transfrontalieri. La standardizzazione, la cooperazione e l’innovazione sono stati identificati come gli strumenti fondamentali necessari per rendere i sistemi di pagamento nazionali realmente “adatti” per le transazioni internazionali. Questi processi non solo potrebbero ridurre i costi associati alle transazioni transfrontaliere, ma anche migliorare l’esperienza dell’utente finale.
La collaborazione tra le nazioni è stata descritta come essenziale per stabilire delle coordinate appropriate per il sistema di pagamento, affermando che, sebbene gli Stati possano partire da posizioni diverse, è possibile costruire un ecosistema più integrato e funzionante. Questo approccio collettivo potrebbe incentivare la condivisione delle best practices e l’adozione di soluzioni innovative, migliorando così l’affidabilità e la rapidità delle transazioni finanziarie internazionali.
Verso un futuro di pagamenti transfrontalieri più efficaci
Panetta ha concluso enfatizzando la possibilità di una coesistenza armoniosa tra le differenti realtà nazionali, dove la diversità sarebbe un valore aggiunto piuttosto che un ostacolo. Ciò richiede un impegno forte e coordinato tra le istituzioni e gli attori del mercato per rispondere alle sfide emergenti del settore. La visione prospettata dal governatore della Banca d’Italia si traduce in un’ambizione di costruire un futuro in cui i pagamenti transfrontalieri siano non solo più sicuri, ma anche più semplici ed economici per tutti.