In Italia, oltre 120 mila persone colpite da ictus ogni anno: la nuova terapia tenecteplase in arrivo

In Italia, oltre 120 mila persone colpite da ictus ogni anno: la nuova terapia tenecteplase in arrivo

L’ictus colpisce annualmente 120 mila italiani, evidenziando l’urgenza di trattamenti tempestivi come la tenecteplase e la necessità di migliorare l’accesso a cure riabilitative adeguate.
In Italia2C oltre 120 mila pers In Italia2C oltre 120 mila pers
In Italia, oltre 120 mila persone colpite da ictus ogni anno: la nuova terapia tenecteplase in arrivo - Gaeta.it

Ogni anno, circa 120 mila italiani affrontano la grave emergenza dell’ictus, una malattia caratterizzata da un tasso di incidenza sempre in crescita. Questa situazione ha portato alla necessità di sviluppare trattamenti più efficaci e tempestivi. È qui che entra in gioco tenecteplase, una nuova molecola che promette di rivoluzionare il trattamento acuto dell’ictus, consentendo una somministrazione più rapida e, in definitiva, migliori esiti per i pazienti. Con un gran numero di sopravvissuti che devono affrontare problematiche motorie e cognitive, il sistema sanitario deve migliorare l’accesso alle cure riabilitative post-ictus.

La diffusione dell’ictus in Italia: numeri e problematiche

L’ictus è un grave problema di salute pubblica in Italia. Si stima che 120 mila persone siano colpite ogni anno, con un abbassamento dell’età media dei pazienti. Sorprendentemente, 45 mila persone sopravvivono, ma gran parte di esse, circa il 40%, deve affrontare deficit motori, mentre più del 50% ha problemi cognitivi. Questi dati evidenziano l’importanza di un intervento precoce e di percorsi riabilitativi adeguati, che ancora oggi risultano insufficienti e inadeguati per rispondere al bisogno di un numero crescente di persone.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Ictus , Paola Santalucia, sottolinea l’urgenza di un recupero efficace post-ictus. Le nuove terapie possono contribuire a ridurre i deficit e migliorare la qualità della vita dei pazienti. La nuova molecola tenecteplase rappresenta un passo significativo in questa direzione. Approfondendo la questione, si rileva che una somministrazione più veloce di questo farmaco, con un’iniezione che dura pochi secondi, potrebbe migliorarne notevolmente l’efficacia. In alcune situazioni, le attuali terapie richiedono un’ora di infusione, compromettendo l’emergency management del paziente.

Tenecteplase: un nuovo approccio rivoluzionario al trattamento dell’ictus

Tenecteplase è una molecola che ha già ricevuto l’approvazione da parte dell’Ema in Europa e si appresta ad ottenere il via libera anche dall’Aifa in Italia. Questo farmaco potrà essere somministrato fino a 4 ore e mezza dall’inizio dei sintomi dell’ictus. La rapidità di somministrazione e il miglioramento in termini di distribuzione all’interno del sistema circolatorio sono solo alcuni dei vantaggi di questa nuova terapia. Grazie a un profilo farmacocinetico ottimale, il rischio di emorragie si riduce notevolmente e aumenta l’efficacia nel ripristinare la circolazione del sangue nel caso di occlusioni gravi.

La preparazione al suo utilizzo è in corso nei mesi precedenti all’approvazione ufficiale. L’Isa-Aii ha organizzato eventi formativi per i medici e ha creato un vademecum informativo per facilitare l’inserimento di questa nuova strategia terapeutica. Santalucia enfatizza l’importanza di un cambio di paradigma nella cura dell’ictus acuto. La formazione continua e la diffusione di informazioni sono essenziali per massimizzare i benefici del farmaco.

La necessità di un accesso adeguato ai percorsi riabilitativi

Nonostante i progressi nella terapia dell’ictus, la riabilitazione post-evento rimane una questione cruciale. Mauro Silvestrini, già presidente dell’Isa-Aii, evidenzia che, anche con l’introduzione di nuovi farmaci, oltre 50 mila pazienti affrontano conseguenze permanenti. La riabilitazione è fondamentale per affrontarle, in particolare attraverso percorsi dedicati che possono variare da interventi intensivi a supporto domiciliare. Le difficoltà variano da pazienti che necessitano cure specializzate a coloro che possono trattare in maniera ambulatoriale.

Nei casi di problematiche motorie, come spasticità o rigidità, l’uso della tossina botulinica è considerato il trattamento più efficace. Tuttavia, questo deve essere accompagnato da un programma di prevenzione secondaria che possa supportare i pazienti nel lungo termine. È evidente che la riabilitazione non può essere generica, ma deve adattarsi alle necessità individuali.

L’impatto dei disturbi cognitivi post-ictus e la riabilitazione

I disturbi cognitivi rappresentano una conseguenza frequente dell’ictus, colpendo più della metà dei pazienti. Leonardo Pantoni, presidente eletto dell’Isa-Aii, evidenzia che queste problematiche possono variare ampiamente a seconda delle aree cerebrali colpite, portando a difficoltà nel linguaggio, nella memoria e nel riconoscimento. Questi disturbi, pur essendo meno immediati rispetto a quelli motori, richiedono attenzione e valutazione specifica.

Tuttavia, il percorso per una diagnosi adeguata è spesso ostacolato dalla mancanza di strutture dedicate per la riabilitazione cognitiva anche nelle grandi città. Pantoni spiega che il potenziale della riabilitazione da remoto, facilitato dalla tecnologia, potrebbe colmare queste lacune, permettendo l’accesso ai programmi anche a chi non può recarsi fisicamente in una struttura.

L’importanza della comunicazione nella fase di riabilitazione

Massimo Del Sette, presidente dell’11esimo Congresso dell’Isa-Aii, sottolinea come comunicare efficacemente con i pazienti colpiti da ictus sia essenziale per un recupero ottimale. Il progetto ICare, avviato con l’Iss, pone l’accento sull’importanza della comunicazione durante tutte le fasi di cura, dall’acuto alla riabilitazione. Attraverso l’utilizzo di un “Manuale per la comunicazione del paziente con ictus”, i professionisti della salute possono monitorare e migliorare le proprie capacità comunicative.

Giorni duri attendono i pazienti e i loro caregiver, perché l’accettazione dei deficit e il supporto nel recupero sono sfide quotidiane. I programmi di riabilitazione necessitano di un approccio umanistico che tenga conto delle emozioni e della nuova quotidianità dei pazienti.

Un appello per sviluppare percorsi efficaci di riabilitazione

Nicoletta Reale, past president di Alice Italia Odv, chiama all’azione affinché tutte le persone colpite da ictus possano avere accesso a percorsi riabilitivi opportuni sul territorio. La scarsità di posti letto e strutture adeguate è un problema attuale che deve essere affrontato, con mappe aggiornate dei servizi disponibili per informare e aiutare le famiglie. È essenziale garantire che gli individui recuperino la propria vita sociale, familiare e lavorativa, alleggerendo il peso sui caregiver e sul sistema sanitario.

Le richieste avanzate durante il Congresso dell’Isa-Aii mirano a sensibilizzare le istituzioni e la società civile sulla necessità di investire nella riabilitazione e nel supporto ai pazienti, affinché possano affrontare il loro percorso di cura in maniera efficace e dignitosa.

Change privacy settings
×