Incontro interreligioso a Notre-Dame: rilanciata la tregua olimpica a un secolo dai Giochi di Parigi

Incontro interreligioso a Notre-Dame: rilanciata la tregua olimpica a un secolo dai Giochi di Parigi

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Incontro interreligioso a Notre-Dame: rilanciata la tregua olimpica a un secolo dai Giochi di Parigi - Gaeta.it

Un evento unico ha avuto luogo domenica 4 agosto sul piazzale della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, dove la Chiesa cattolica ha organizzato un incontro interreligioso per sostenere la tregua olimpica, un’iniziativa storica promossa dal Comitato Olimpico Internazionale in concomitanza con il centenario delle Olimpiadi parigine del 1924. Durante questo evento, religioni diverse hanno unito le forze per pregare per la pace, in un momento di crescente tensione geopolitica.

Il contesto attuale: guerre e invocazioni di pace

In un’epoca segnata da conflitti e tensioni globali, la proposta di una tregua olimpica acquista un significato ulteriormente rilevante. Con le parole di Papa Francesco che risuonano forte, il mondo continua a chiedere una pausa dall’ostilità, nonostante la sua proposta stia per lo più cadendo nel vuoto. La decisione di valorizzare la dimensione spirituale dello sport sembra riflettere un desiderio collettivo di unità e speranza, abbracciando un ideale di fratellanza tra le nazioni. L’atto di pregare insieme, anziché essere un semplice gesto simbolico, diventa così un forte richiamo alla solidarietà globale.

Il vescovo Emmanuel Gobillard, rappresentante della Conferenza Episcopale Francese per le Olimpiadi, ha spiegato l’importanza di questo evento: “Testimonieremo la fraternità e pregheremo insieme per il dono della pace tra le Nazioni.” Questo richiamo è particolarmente significativo in un periodo in cui la guerra sembra dominare le notizie.

La partecipazione del Comitato Olimpico Internazionale

L’incontro ha visto la partecipazione di figure importanti, tra cui il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, THOMAS BACH. La sua presenza non solo sottolinea l’importanza di questa iniziativa, ma rappresenta anche un legame diretto con la cerimonia simile tenutasi a Notre-Dame durante le Olimpiadi del 1924. Bach, nella sua allocuzione, ha esplorato come lo sport possa fungere da catalizzatore per risvegliare il meglio dell’umanità.

Durante l’incontro, diverse figure religiose hanno preso la parola. Haïm Korsia, gran rabbino di Francia, Najat Benali, presidente delle moschee di Parigi, e Christian Krieger, presidente della federazione protestante francese, sono solo alcune delle voci che hanno contribuito a questo dialogo interreligioso. Ognuno ha portato un messaggio di pace e di unità, enfatizzando il potere dello sport di riunire le persone al di là delle differenze culturali e religiose.

L’importanza della spiritualità nello sport

L’evento non si è limitato a esprimere parole di pace, ma ha anche coinvolto pratiche spirituali condivise. La preghiera, elemento centrale dell’incontro, è stata concepita come un modo di mobilitare le forze migliori dell’umanità. Ogni partecipante ha avuto l’opportunità di riflettere sull’importanza della pace e della cooperazione, principio guida nelle manifestazioni sportive.

Monsignor Philippe Marsset, vescovo ausiliare di Parigi, ha proposto un’atmosfera di accoglienza in cui gli atleti hanno potuto esplorare le loro preoccupazioni e il loro desiderio di approfondire il legame spirituale attraverso lo sport. La cappella di Nostra Signora degli Sportivi, aperta nella chiesa della Maddalena, rappresenta un luogo dove gli atleti possono recarsi in cerca di supporto, benzina spirituale per affrontare le sfide olimpiche.

La voce degli atleti: la ricerca di pace e sostegno

Gli atleti, spesso concentrati sulla preparazione fisica, si sono dimostrati sensibili alle questioni più ampie della pace. Monsignor Gobillard ha rivelato come molti atleti si rivolgano a lui per ricevere supporto, urgendo soprattutto per la preghiera e per un momento di riflessione personale piuttosto che per la vittoria a tutti i costi. Questa richiesta sottolinea l’aspetto umano e comunitario degli sportivi, che cercano un significato personale e una connessione profonda durante queste manifestazioni storiche.

L’incontro del 4 agosto a Notre-Dame rappresenta un passo avanti significativo in un dialogo che cerca non solo di spegnere i conflitti mediante la tregua olimpica, ma anche di alimentare una continuità di pace attraverso la solidarietà e l’unità mondiale. Con questo spirito, Parigi continua a dimostrarsi un faro di speranza in un contesto internazionale complesso.

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