Le recenti indagini riguardanti i sorvoli di un drone sopra il Centro di ricerca comune della Commissione europea a Ispra, in provincia di Varese, sollevano interrogativi sulla sicurezza e sulla protezione delle infrastrutture strategiche. L’attenzione degli inquirenti è ora rivolta verso l’analisi del software collegato al captatore che ha registrato le frequenze riferibili a sei passaggi in cinque giorni di un velivolo presumibilmente di origine russa.
Analisi del software di registrazione
Le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri del Ros, stanno conducendo un’indagine approfondita per recuperare il software associato al sistema di registrazione del Centro di ricerca. Questo software, potenzialmente situato all’estero, riveste un ruolo cruciale nell’analisi dei dati raccolti. Solo una volta che gli investigatori avranno accesso a questo strumento tecnologico, potranno intraprendere una valutazione precisa delle informazioni registrate e del modo in cui sono state elaborate. Sarà fondamentale determinare la validità delle registrazioni, essenziali per confermare i passaggi del drone sopra l’installazione di ricerca.
Collaborazione con l’Aeronautica militare
Parallelamente, la collaborazione con l’Aeronautica militare si rivela di grande importanza. Le registrazioni della forza aerea possono fornire dati utili per identificare i voli a bassa quota, come quelli effettuati da droni. Attraverso i tracciamenti ufficiali, sarà possibile verificare l’effettivo transito del drone sopra il centro di Ispra. I risultati di queste analisi aiuteranno a fare luce sulla situazione e a stabilire se ci siano state ulteriori incursioni nella cosiddetta “no-fly zone“, un’area di cinque chilometri quadrati che include anche gli stabilimenti della Leonardo, azienda italiana attiva nel settore della difesa.
Ipotesi di spionaggio
Tra le ipotesi formulate dagli investigatori, spicca quella di un’operazione di spionaggio orchestrata da elementi collegati a mosse filorusse. Tuttavia, prima di avanzare su questa pista, sarà essenziale ottenere conferme sui sorvoli registrati e su eventuali altre attività sospette nell’area circostante. L’indagine mira a garantire la sicurezza del Centro di ricerca e a rilevare eventuali minacce provenienti da azioni esterne.
Le indagini continueranno a svolgersi in modo scrupoloso, e l’esito delle analisi potrebbe fornire nuovi elementi utili a garantire la sicurezza nazionale e la protezione delle infrastrutture strategiche italiane. Attualmente, gli inquirenti stanno monitorando con attenzione eventuali sviluppi, pronti a reagire in base alle evidenze e ai dati raccolti nel corso delle indagini.