Il 10 novembre 2023, una giornata di lavoro si è trasformata in un dramma per Alberto Colombatto, un elettricista della PROXAI S.A.S. Mentre era al lavoro nel magazzino della Molino Peila S.p.A., in frazione Gallenca a Valperga, ha subito un grave infortunio alla mano a causa di un pezzo di macchinario. Questo incidente ha messo sotto i riflettori non solo la sicurezza sul lavoro, ma ha anche portato alla denuncia del suo datore di lavoro, Luigi Antoniello, accusato di lesioni personali colpose gravi per una violazione delle norme di sicurezza.
il contesto dell’incidente
L’incidente è avvenuto mentre Colombatto cercava un motore elettrico di ricambio, un’attività che in realtà rientrava tra i compiti del personale del magazzino e non di un elettricista. Mentre cercava il componente, è stato coinvolto in un evento inaspettato, con un macchinario che gli è piombato sulla mano. Le ferite riportate hanno richiesto il ricovero in ospedale e hanno sollevato interrogativi sul rispetto delle norme di sicurezza sul posto di lavoro.
La PROXAI S.A.S. dove lavorava Colombatto ha un Documento di Valutazione del Rischio che non prevede il rischio di movimentazione di attrezzature pesanti per i suoi elettricisti. Secondo i documenti, Colombatto aveva di fatto a disposizione solo strumenti quali cacciaviti, forbici e un Pc per eseguire le sue mansioni, non avendo la formazione o le attrezzature idonee per maneggiare macchinari pericolosi. La mancanza di tutele specifiche ha sollevato interrogativi sulla responsabilità del datore di lavoro nell’assicurarsi che i dipendenti rispettassero rigorosamente le loro mansioni.
la posizione di antoniello e la difesa legale
Luigi Antoniello si trova ora a dover rispondere delle accuse in tribunale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Simone Giacosa, si basa sull’argomentazione che Colombatto ha agito in maniera imprevedibile. Per l’avvocato, la legge stabilisce che un datore di lavoro non può essere ritenuto responsabile se un infortunio è causato da un comportamento anomalo del lavoratore, che agisce al di fuori delle sue normali mansioni. Secondo la difesa, Colombatto avrebbe dovuto limitarsi a chiedere l’intervento del personale del magazzino.
La richiesta di non luogo a procedere nei confronti di Antoniello è stata respinta dal Pubblico Ministero Alessandro Gallo, il quale ha chiarito: sussistono elementi sufficienti per continuare l’azione legale. Questo rifiuto ha portato a una richiesta di dibattimento, dove si dovrà stabilire quale sia il confine tra la responsabilità del datore di lavoro e i comportamenti autonomi dei dipendenti.
il processo e i temi in discussione
L’udienza per questo caso si terrà il 24 marzo 2025 e sarà presieduta dalla giudice Marianna Tiseo. Durante il processo, si esamineranno diversi aspetti riguardanti la sicurezza sul lavoro e la responsabilità legale del datore di lavoro. La corte dovrà decidere se la condotta di Colombatto rappresenta un gesto imprevedibile e autonomo, oppure se evidenzia una mancanza di salvaguardie da parte di Antoniello riguardo la sicurezza dei propri dipendenti.
Colombatto, che ha già ricevuto un risarcimento, non intende costituirsi parte civile in questo procedimento. Questo dettaglio, però, non esclude la valutazione delle eventuali responsabilità penali del suo datore di lavoro. Il caso di Ivrea solleva nuovamente l’attenzione sull’importanza di mantenere alti standard di sicurezza sul lavoro, un tema che continua a ricorrere nei tribunali italiani.
La sentenza servirà a fare luce su come devono comportarsi i datori di lavoro per proteggere i loro dipendenti in ambiti di rischio e su quali siano le conseguenze legali quando avvengono incidenti sul lavoro. In attesa della decisione finale, la comunità di Valperga e non solo rimane in attesa di chiarimenti su una questione di grande rilevanza sociale.