L’intelligenza artificiale si sta affermando come un tema cruciale nel dibattito pubblico italiano, specialmente in relazione ai diritti di cittadinanza. Secondo gli esperti, è fondamentale analizzare tanto i benefici quanto le criticità che derivano da tecnologie in continua evoluzione. Mauro Soldini, membro del collegio di presidenza di Inca Cgil, ha condiviso con Adnkronos gli esiti di un’indagine demoscopica interessante che analizza il rapporto tra cittadini e intelligenza artificiale. Un aspetto centrale esaminato è quello dell’affidabilità delle tecnologie per garantire prestazioni fondamentali come indennità, pensioni o sussidi, soprattutto in un contesto dove la familiarità con le pratiche digitali della pubblica amministrazione è limitata.
L’indagine: scenario e campione
La ricerca condotta ha coinvolto un campione di 6.000 adulti, scelti in modo casuale da un panel complessivo di oltre 150.000 individui. Questo campione rappresenta in modo equilibrato la popolazione residente in Italia, permettendo di ottenere risultati significativi. Mauro Soldini commenta che l’indagine ha messo in luce la scarsa dimestichezza degli italiani con le pratiche digitali della pubblica amministrazione, sollevando interrogativi sulla loro fiducia nelle applicazioni di intelligenza artificiale. La domanda cardine della ricerca è se i cittadini siano pronti ad affidarsi a queste tecnologie per la tutela dei propri diritti, considerando che già oggi faticano a utilizzare i servizi digitali offerti dagli enti pubblici.
Disparità Digitali in Italia
L’analisi dei risultati rivela un quadro preoccupante rispetto all’uguaglianza digitale in Italia. Soldini sottolinea come ci siano ancora significative difficoltà nell’accesso agli strumenti digitali, così come nella disponibilità di dispositivi e connessione internet. Questo fenomeno ha reso la situazione ancora più evidente durante il lockdown, quando le disuguaglianze si sono amplificate. Risulta quindi chiaro che l’Italia è distante dall’obiettivo di una vera inclusione digitale, situazione che espone una parte della popolazione a limiti nell’accesso a servizi essenziali e alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale.
Il Ruolo dei Patronati nell’Era dell’Intelligenza Artificiale
Con l’emergere delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, una delle domande più urgenti riguarda il cambiamento dei ruoli all’interno dei patronati. Soldini afferma che, nonostante l’evoluzione tecnologica, la mission dei patronati rimane la stessa: fornire supporto e sostegno ai cittadini. Quello che è cambiato sono le necessità e le problematiche da affrontare. Riferendosi all’articolo 3 della Costituzione, Soldini evidenzia l’impegno a superare le barriere che impediscono l’accesso ai diritti. I patronati si sono attrezzati con competenze e conoscenze digitali, per essere un punto di riferimento per chi ha bisogno di aiuto nella fruizione dei servizi pubblici.
L’interazione tra intelligenza artificiale e diritti di cittadinanza rappresenta un aspetto cruciale nel contesto attuale, richiamando l’attenzione non solo dei cittadini, ma anche delle istituzioni e degli operatori del settore sociale. La strada verso l’uguaglianza digitale è ancora lunga e richiede un impegno collettivo affinché tutti possano beneficiare delle opportunità offerte dalle tecnologie avanzate.