Interrogatorio di garanzia per Stefano Argentino accusato di omicidio: il caso di Sara Campanella

Interrogatorio di garanzia per Stefano Argentino accusato di omicidio: il caso di Sara Campanella

Stefano Argentino, arrestato per l’omicidio della studentessa Sara Campanella, conferma la sua responsabilità durante un interrogatorio emotivo; il suo avvocato rinuncia alla difesa, complicando ulteriormente la situazione legale.
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Interrogatorio di garanzia per Stefano Argentino accusato di omicidio: il caso di Sara Campanella - Gaeta.it

Il 2 aprile si è svolto presso il carcere Gazzi di Messina un interrogatorio di garanzia che ha visto protagonista Stefano Argentino, un ventiseienne arrestato per l’omicidio della studentessa di 22 anni, Sara Campanella. Durante l’udienza, Argentino ha confermato di averla uccisa, rilasciando poche dichiarazioni al giudice ma con un certo peso emotivo. Il suo avvocato, Raffaele Leone, ha fornito alcuni dettagli sullo stato d’animo del suo assistito e sulle dinamiche che hanno portato alla tragedia.

Il contenuto dell’interrogatorio

L’interrogatorio è durato circa due ore, durante le quali Argentino si è mostrato lucido ma chiaramente colpito dai fatti accaduti. Secondo quanto riportato dal legale Leone, Argentino ha mantenuto un profilo basso, senza entrare nei particolari dell’omicidio. Ha, però, confermato formalmente la responsabilità del gesto, evitando di fornire informazioni più dettagliate, in particolare sulle motivazioni che lo hanno spinto a compiere tale atto. “Non ha detto nulla sulle motivazioni del gesto,” ha affermato l’avvocato, suggerendo che Argentino stia affrontando una profonda crisi interiore.

La motivazione dell’incontro tra Argentino e Sara Campanella sembra essere stata un tentativo di chiarimento. Argentino, infatti, ha voluto parlare con lei, come ha chiarito il suo legale. Questo “classico chiarimento” è apparso come il punto di partenza della situazione tragica che si è verificata, rimarcando una volontà di riconnettersi alla ragazza. Durante l’interrogatorio, Argentino ha più volte menzionato la natura del suo rapporto con Sara, esprimendo un interesse reciproco che, a suo dire, non era stato mai concretizzato.

Riflessioni sul femminicidio

Il legale del 26enne ha descritto il caso come un chiaro esempio di femminicidio. Raffaele Leone ha espresso la percezione che Argentino sia consapevole della gravità di ciò che ha fatto. “È in uno stato di profonda prostrazione,” ha dichiarato, cercando di mettere in evidenza l’aspetto umano della vicenda, che ha portato a due famiglie riempite dal dolore: quella della vittima e quella dell’accusato. In risposta ad una domanda sul pentimento del suo assistito, l’avvocato ha usato parole misurate, dichiarando che “pentito è una parola grossa,” lasciando intendere che il ragazzo sta affrontando una situazione complessa e confusa.

Durante l’interrogatorio, Argentino si è rifiutato di fornire informazioni riguardo a possibili complici nella fuga dopo l’omicidio, mantenendo sul tema un riserbo significativo. Le autorità continuano le indagini per ricostruire il quadro completo degli eventi e per verificare se ci siano stati ulteriori implicazioni legate a questo caso drammatico.

Rinuncia all’incarico di difesa

Una notizia che ha colpito l’attenzione è stata la rinuncia del suo avvocato, Raffaele Leone, all’incarico di difesa. Leone ha spiegato la sua decisione affermando che la scelta deriva dalla sua specializzazione come avvocato civilista e non da altre motivazioni. Questa dichiarazione suscita interrogativi sulla continuità della difesa di Argentino e sulle possibili complicazioni legali che potrebbero sorgere in futuro. La situazione legale del ventiseienne, già difficile, potrebbe complicarsi ulteriormente nel corso del procedimento.

Questo tragico episodio continua a tenere alta l’attenzione non solo degli inquirenti ma anche dell’opinione pubblica, ponendo sotto i riflettori temi delicati e complessi come la violenza di genere e le sue conseguenze devastanti.

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