Italia e la Nato: 56 corsi di addestramento per Forze Armate ucraine in vista del 2025

Italia e la Nato: 56 corsi di addestramento per Forze Armate ucraine in vista del 2025

Le Forze Armate ucraine continuano a ricevere formazione dall’Italia nel 2025, con 56 corsi per oltre 2.000 discenti, mentre l’Italia partecipa attivamente a 39 missioni internazionali.
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Italia e la Nato: 56 corsi di addestramento per Forze Armate ucraine in vista del 2025 - Gaeta.it

Le attività di formazione delle Forze Armate ucraine nell’ambito della cooperazione con la NATO stanno proseguendo con impegno anche nel 2025. Il Comandante operativo vertice interforze, Generale Giovanni Maria Iannucci, ha fornito un quadro dettagliato delle iniziative in corso e delle missioni internazionali in cui l’Italia sta svolgendo un ruolo significativo. Queste informazioni sono state rivelate durante la sua audizione presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Dettagli dell’addestramento delle Forze Armate ucraine

Nell’ambito dell’iniziativa “Security Assistance and training for Ukraine“, le Forze Armate ucraine hanno beneficiato di un supporto sostanziale da parte dell’Italia. Sono stati realizzati 56 corsi che hanno coinvolto un totale di 2.096 discenti ucraini. Questo addestramento non si è limitato solo al territorio italiano, ma ha incluso anche Istituti militari e aree addestrative situate in altri Paesi membri dell’Unione, come Belgio, Germania e Polonia. Queste attività hanno l’obiettivo di migliorare le capacità operative delle Forze Armate ucraine in un contesto di conflitto in corso. Durante la sua esposizione, il Generale Iannucci ha sottolineato l’importanza di stabilire un riconoscimento giuridico attraverso una risoluzione delle Nazioni Unite, al fine di permettere all’Italia di intervenire in modo coordinato e legittimo nelle operazioni di supporto.

Missioni internazionali e impegno dell’Italia nel 2025

Il Generale Iannucci ha delineato un quadro complessivo delle missioni e delle operazioni internazionali a cui parteciperanno le Forze Armate italiane nel 2025. Saranno coinvolti in 39 missioni e operazioni internazionali, di cui 26 sotto l’egida di organizzazioni internazionali come l’Onu. Questa partecipazione si traduce in un impegno considerevole, con una forza media di 7.750 unità e un contingente massimo autorizzato di 12.100 unità. Queste forze sono cruciali in operazioni che vanno dal mantenimento della pace fino a missioni di cooperazione bilaterale con altri stati. Il coinvolgimento dell’Italia nella gestione delle crisi internazionali è un chiaro indice della sua volontà di essere un attore proattivo sulla scena globale.

Missioni non avviate e termine delle operazioni

Tra le missioni previste, alcune sono già incluse nella delibera del Governo e attualmente in attesa di approvazione dal parlamento. Le nuove iniziative riguardano supporto bilaterale in Burkina Faso e Tunisia, oltre alla NATO Framework for the South e alla missione di supporto dell’Onu in Libia. A queste si aggiungono ulteriori sei missioni civili dell’Unione Europea, che mirano a stabilizzare aree critiche in diverse regioni, come l’Ucraina e il Mali.

In contrasto, alcune missioni precedentemente attive si sono concluse nel 2024. L’Italia ha cessato il proprio supporto alle missioni dell’Unione Europea in Niger e all’iniziativa di consapevolezza marittima nello Stretto di Hormuz. Questi cambiamenti sono il risultato di una valutazione continua delle esigenze di sicurezza e delle priorità del Paese. Con la crescente complessità delle questioni internazionali, il monitoraggio delle missioni è fondamentale per garantire che le risorse siano allocate efficacemente e che gli obiettivi siano raggiunti in modo efficiente.

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