La diga foranea di Genova rappresenta uno dei progetti più significativi nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza , in particolare per quanto riguarda le infrastrutture portuali. Tuttavia, recenti sviluppi suscitano preoccupazione. Il governatore Giovanni Bucci, anche Commissario per il progetto, ha disertato una commissione regionale convocata per esaminare la questione. Alla sua assenza si è unita quella dell’Autorità portuale di Genova. I parlamentari del Movimento 5 Stelle, Roberto Traversi e Luca Pirondini, hanno denunciato pubblicamente questa situazione, definendola un “fuga vergognosa“.
Criticità e ombre sul progetto
Il costo previsto della diga foranea si aggira intorno ai due miliardi di euro. Tuttavia, la realizzazione dell’opera è già segnata da numerose irregolarità e problematiche. La questione degli appalti, accompagnata da ritardi e spese imprevisti, ha sollevato l’allerta della Procura Europea, che ha avviato indagini relative a presunti reati come turbativa d’asta, falso e malversazione. I parlamentari M5S hanno espresso preoccupazione per il fatto che queste anomalie sembrano non ricevere l’attenzione necessaria da parte delle autorità competenti.
In considerazione di ciò, la diga è diventata un simbolo di una gestione politica poco trasparente, dove gli interessi privati sembrano prevalere sul bene comune. Il richiamo alla necessità di chiarezza da parte del M5S è eloquente: come può un progetto così cruciale per il rilancio del porto e dell’economia genovese affrontare un percorso così impervio e costellato di ombre?
Aspettative e responsabilità
I parlamentari hanno sottolineato l’urgenza di risposte da parte delle istituzioni liguri e delle autorità coinvolte nel progetto. Hanno lamentato la mancanza di comunicazione e trasparenza, evidenziando che da tempo le istituzioni non prendono una posizione chiara. L’assenza di Bucci e dell’Autorità portuale alla commissione regionale convocata per discutere della situazione si è rivelata un momento più che emblematico. Questo disinteresse alimenta ulteriormente lo scetticismo riguardo la buona volontà di affrontare le problematiche legate alla diga.
Non sono solo vuote promesse quelle che i cittadini e i rappresentanti del M5S si aspettano, ma azioni concrete e impegni chiari. L’invito è a non sottovalutare come l’inefficienza nella gestione di un’opera pubblica possa tradursi in un cantiere bloccato, ritardi cronici e risorse pubbliche sprecate.
La situazione attuale della diga foranea di Genova solleva domande importanti. I cittadini e gli operatori economici a Genova meritano di conoscere il futuro di un’opera così fondamentale e, al contempo, l’integrità del processo di realizzazione deve essere garantita.