Un’importante decisione da parte del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna ha chiarito la questione della partecipazione a manifestazioni non violente. La prima sezione del Tar ha accolto un ricorso presentato da attivisti di Extinction Rebellion, annullando 12 fogli di via emessi dal questore di Bologna la scorsa estate. Questa sentenza potrebbe avere ripercussioni significative sul modo in cui le forze dell’ordine gestiscono le manifestazioni pubbliche in futuro.
I fatti risalgono al 9 luglio, una giornata in cui un gruppo di attivisti si è riunito di fronte alla sede del Comune di Bologna. Durante l’evento, tre di loro si sono calati dal tetto srotolando uno striscione con la frase provocatoria “G7 la vostra tecnologia il nostro collasso”, mentre altri si sono incatenati all’ingresso del Municipio, bloccando così l’accesso. Questo atto è stato interpretato dalle forze dell’ordine come un tentativo di disturbare l’ordine pubblico.
Tuttavia, le motivazioni del Tar evidenziano come la sola presenza in un evento di tale natura non possa, di per sé, interpretarsi come una condotta pericolosa per la società. In altre parole, non basta partecipare a una manifestazione pacifica per essere considerati socialmente pericolosi, a meno che non si possa dimostrare un reale comportamento illegale o la violazione di ordini preesistenti.
fondamenti del provvedimento del tar
Il Tar ha messo in evidenza delle carenze nella motivazione del provvedimento originario di arresto. L’organo giurisdizionale ha dichiarato che non era stata provata alcuna condotta specifica che potesse mettere in pericolo la collettività o che fosse di natura violenta. Nei documenti presentati, la sola presenza dei ricorrenti durante la manifestazione era insufficienti a giustificare le misure restrittive adottate.
A tal proposito, i giudici hanno ribadito che la mancanza di un’accusa chiara in merito a una condotta pericolosa rende inapplicabile l’imposizione dei fogli di via. Si è infatti sottolineato come non vi siano state segnalazioni di comportamenti identici in altre città d’Italia, il che avvalora ulteriormente la tesi della sostanziale innocuità della manifestazione bolognese.
riflessioni sulla gestione delle manifestazioni
La decisione del Tar non solo è rilevante per i singoli attivisti coinvolti, ma apre un dibattito più ampio sulla gestione delle manifestazioni pacifiche da parte delle autorità. Se la giurisprudenza tende a favorire il diritto di attuare forme di protesta non violente, le forze dell’ordine e le amministrazioni locali dovranno rivedere le loro politiche riguardo alla prevenzione e alla gestione di tali eventi.
È interessante notare che la decisione, in assenza di prove concrete di comportamenti pericolosi, potrebbe servire da modello per futuri casi di contenzioso su manifestazioni pubbliche. Senza dubbi, le autorità dovranno bilanciare il diritto di esprimere dissenso con la necessità di mantenere l’ordine pubblico, un’operazione non sempre semplice.
In definitiva, la sentenza costituisce una chiara affermazione della libertà di espressione e del diritto a manifestare, valori fondamentali in una società democratica. Mentre il mondo osserva, gli attivisti di Extinction Rebellion possono considerare questa vittoria come un passo importante verso la tutela dei loro diritti di manifestante.