La Nato ammette: avremmo potuto prevenire la guerra in Ucraina, le parole di Stoltenberg

La Nato ammette: avremmo potuto prevenire la guerra in Ucraina, le parole di Stoltenberg

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La Nato ammette: avremmo potuto prevenire la guerra in Ucraina, le parole di Stoltenberg - Fonte: Adnkronos | Gaeta.it

Le recenti dichiarazioni di Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, mettono in luce un forte senso di responsabilità da parte dell’Alleanza atlantica riguardo alla crisi ucraina. Durante un’intervista rilasciata al magazine tedesco Fas, Stoltenberg ha espresso rammarico per il mancato intervento che avrebbe potuto evitare l’escalation del conflitto provocato dall’invasione russa del febbraio 2022. Le sue affermazioni sollevano interrogativi importanti sulla strategia della NATO e sul ruolo che potrebbe aver avuto nell’evitare il dramma attuale.

La tardiva reazione della NATO

Rese dei conti interne e opportunità perdute

Durante la sua intervista, Stoltenberg ha dichiarato che, sebbene ora la NATO stia fornendo supporto bellico a Kiev, in passato avrebbe potuto adottare misure più efficaci per evitare il conflitto. Le sue parole riflettono un profondo rammarico per la lentezza con cui gli Stati membri hanno risposto alle minacce percepite da parte della Russia. “Adesso forniamo materiale bellico per una guerra. Allora avremmo potuto fornire materiale bellico per evitare una guerra,” ha affermato Stoltenberg, indicando come una risposta più vigorosa e tempestiva avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi.

Questa autocritica risulta cruciale in un contesto internazionale dove la sicurezza collettiva è spesso messa in discussione. L’ex premier norvegese sottolinea che un’azione preventiva, basata su alleanze e strategie diplomatiche, avrebbe potuto scoraggiare Mosca dall’intraprendere azioni militari aggressive. La mancanza di coesione all’interno della NATO e l’assenza di una risposta unitaria ai segnali di avvertimento mostrati dalla Russia sono stati, secondo Stoltenberg, fattori determinanti nella dinamica del conflitto.

Il futuro della diplomazia

Guardando al futuro, Stoltenberg ha enfatizzato che la fine della guerra potrà essere raggiunta solo attraverso un dialogo diretto con la Russia. “Per mettere fine a questa guerra dovrà tornare ad esserci un dialogo con la Russia in una determinata fase,” ha dichiarato. Tuttavia, è fondamentale che questa negoziazione si basi sulla forza e sulla determinazione ucraina nel difendere la propria sovranità. Questa posizione riflette la complessità della situazione attuale, in cui le trattative necessitano di un delicato equilibrio tra diplomazia e fermo sostegno militare.

Potenziale offensiva ucraina

L’ipotesi di un uso di missili contro la Russia

Le dichiarazioni di Stoltenberg giungono in un momento in cui gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno esaminando la possibilità di consentire all’Ucraina di lanciare attacchi contro obiettivi militari all’interno della Russia. Secondo fonti, il tema è stato discusso durante un incontro tra il presidente americano Joe Biden e il premier britannico Keir Starmer. Sebbene l’accesso ai missili Atacms americani sembri ancora lontano, cresce la possibilità di fornire missili Storm Shadow a Kiev, potenzialmente permettendo all’Ucraina di colpire obiettivi più profondi nel territorio russo.

La situazione è complicata dall’escalation del conflitto e dalle minacce pronunciate da Mosca in risposta a queste manovre da parte di Kiev. La Russia ha avvertito che nel caso di un uso non limitato di missili a lungo raggio da parte dell’Ucraina, potrebbero esserci ripercussioni severe. Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale numero uno del Consiglio di sicurezza, ha sottolineato che “Kiev verrà rasa al suolo,” rivelando la determinazione di Mosca a rispondere in maniera drastica se le sue linee rosse dovessero essere superate.

Le conseguenze delle recenti incursioni

Negli ultimi giorni, l’Ucraina ha intensificato le sue operazioni nella regione russa di Kursk, il che aumenta il rischio di ulteriori escalation e ritorsioni da parte di Mosca. Medvedev ha accennato al fatto che la pazienza della Russia potrebbe terminare, suggerendo che potrebbe utilizzare tecnologie militari avanzate per colpire duramente Kiev senza ricorrere ad armi nucleari. La situazione rimane tesa, con la Russia che afferma di avere già giustificazioni formali per un intervento militare più aggressivo.

Attacchi aerei e difesa aerea

L’invasione notturna di droni russi

In concomitanza con queste tensioni geopolitiche, la situazione sul campo di battaglia rimane critica. La notte scorsa, la Russia ha lanciato un attacco massiccio, utilizzando oltre 70 droni Shahed contro l’Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attraverso i suoi canali ufficiali, ha confermato l’accaduto, sottolineando che buona parte dei droni è stata abbattuta dai sistemi di difesa aerea.

Le difese aeree ucraine sono state attivate in diverse città, tra cui Kiev, Cherkasy, e Donetsk, e gli sforzi per proteggere la popolazione civile continuano a essere una priorità nazionale. Zelensky ha sollecitato i partner internazionali a fornire maggiore sostegno per rafforzare le capacità difensive a lungo raggio, vitali per contrastare la crescente minaccia aerea russa.

Cerca di aumentare la capacità difensiva

La richiesta di potenziamento delle difese aeree evidenzia la continua vulnerabilità dell’Ucraina a un attacco aereo. “Abbiamo bisogno di maggiori capacità per rafforzare il nostro scudo aereo,” ha affermato Zelensky, mettendo in luce l’importanza strategica di rafforzare le difese nel contesto di un conflitto in corso. Mentre i negoziati per un ulteriore supporto internazionale si intensificano, la sicurezza della nazione rimane in prima linea nelle agende politiche delle potenze occidentali.

La necessità di proteggere la popolazione ucraina dalle incursioni aeree sta diventando sempre più urgente, così come la necessità di trovare un equilibrio tra difesa e diplomazia in un contesto di crescente complessità geopolitica.

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