Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha recentemente espresso la posizione del governo italiano riguardo alla crescente tensione commerciale con gli Stati Uniti, a seguito dell’implementazione di nuovi dazi da parte di Donald Trump. In un intervento al workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza”, organizzato da The European House Ambrosetti a Villa d’Este, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di una strategia di calmieramento e cooperazione a livello europeo, evitando qualsiasi reazione affrettata che potrebbe risultare controproducente per l’Italia.
La strategia italiana di de-escalation
Durante il suo intervento, Giorgetti ha affermato che il governo italiano è compromettito a una “de-escalation della tensione” con l’amministrazione statunitense. Riconoscendo l’importanza di valutare l’impatto dei dazi, ha incoraggiato un approccio ponderato. Il ministro ha avvertito contro il rischio di adottare una politica di contro-dazi, che potrebbe danneggiare ulteriormente il contesto economico. La prontezza nel reagire alle provocazioni esterne deve essere bilanciata da una riflessione attenta sugli effetti a lungo termine delle decisioni intraprese.
Giorgetti ha chiarito che la questione non riguarda esclusivamente l’Italia, ma richiede una risposta coordinata a livello europeo. A chi sostiene che l’Italia debba affrontare la situazione in solitudine, il ministro ha risposto, sottolineando che è fondamentale presentare gli interessi nazionali all’interno di un contesto europeo, poiché le politiche commerciali sono una competenza condivisa nell’Unione Europea.
Le preoccupazioni sul mercato e la globalizzazione
Il ministro ha poi indirizzato le sue preoccupazioni sulla volatilità dei mercati. Ha invitato a non farsi prendere dal panico, notando che le borse spesso mostrano comportamenti irrazionali, salendo e scendendo senza apparenti ragioni. Questo squilibrio è causato da vari fattori, compresi aspetti emotivi e speculativi degli investitori.
Giorgetti ha anche discusso la crisi della globalizzazione, suggerendo che le conseguenze sociali ed economiche della liberalizzazione commerciale siano state trascurate. Ha citato la Cina come esempio di un’economia che ha beneficiato enormemente della globalizzazione, mentre i Paesi occidentali devono affrontare una crescente insoddisfazione pubblica e politica. A suo avviso, l’attuale tendenza al protezionismo, evidenziata dall’amministrazione Trump, rappresenta un cambiamento significante rispetto alla filosofia di apertura commerciale che ha caratterizzato gli anni ’90.
L’impatto sui settori e le imprese italiane
Giorgetti ha rassicurato che l’Italia può contare su imprenditori resilienti e capaci di affrontare le sfide poste dai nuovi dazi. Ha fatto riferimento all’abilità del settore imprenditoriale italiano di adattarsi, come dimostrato durante la crisi pandemica. La fiducia nelle capacità imprenditoriali italiane è un elemento fondamentale per affrontare le nuove sfide commerciali.
La necessità di attivare aiuti statali in risposta ai dazi è diventata un argomento centrale nelle discussioni governative. Giorgetti ha fatto riferimento agli articoli 25 e 26 del Regolamento Gber, evidenziando la possibilità di deviarsi dalle normative in caso di crisi economica. Ha insistito sul fatto che le regole europee devono consentire un intervento economico appropriato, per tutelare le realtà nazionali danneggiate dalla guerra commerciale.
La posizione della Lega e il ruolo dell’UE
Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, è intervenuto per chiarire la posizione del governo riguardo alla questione dei dazi. Ha ribadito che i negoziati commerciali con gli Stati Uniti sono competenza esclusiva della Commissione Europea. In questo contesto, il governo italiano non può intraprendere trattative bilaterali senza il supporto delle istituzioni europee.
Tajani ha messo in evidenza la determinazione del governo a proteggere gli interessi italiani, sottolineando che l’impatto dei dazi potrebbe essere limitato, toccando solo lo 0.3 del PIL europeo. Ha proseguito descrivendo piani per esplorare nuovi mercati, con missioni commerciali in Paesi come India e Giappone, e incontri con imprenditori olandesi.
In sintesi, la risposta del governo italiano alle attuali tensioni commerciali sottolinea la necessità di un approccio unito e ragionato, che consideri sia le esigenze interne che le dinamiche europee. La situazione rimane complessa, con molteplici variabili da monitorare, ma la volontà di mantenere la calma e lavorare per una soluzione condivisa rappresenta una strada strategica per affrontare le sfide future.