L’analisi recente suggerisce che le pratiche aziendali in fatto di sostenibilità, soprattutto quelle legate alla compensazione dei CEO, potrebbero essere più elusive di quanto si pensi. Un rapporto di Banca d’Italia, dal titolo “Esg metrics in CEO compensation: incentives and sustainability in the major EU economies”, crea un quadro preoccupante, evidenziando il rischio di iniziative di greenwashing e di obiettivi poco ambiziosi per le aziende operanti in Italia e in altri paesi europei. Lo studio analizza gli incentivi dei CEO legati ai fattori ambientali, sociali e di governance nelle aziende quotate dal 2018 al 2022.
Un crescente ricorso all’Esg nelle retribuzioni dei CEO
Nel periodo esaminato, si è assistito a un’adozione crescente dei meccanismi di compensazione allineati con i principi Esg. La percentuale di aziende che legano le retribuzioni dei loro CEO a criteri Esg è passata dal 25% al 90%, un incremento che evidenzia una crescente consapevolezza delle questioni di sostenibilità tra le aziende. Inoltre, il numero medio di metriche Esg associate ai compensi dei CEO è aumentato, passando da 1,5 indicatori nel 2018 a 3 indicatori nel 2022. In Italia, le cifre mostrano una proporzione leggermente inferiore di aziende che implementa tali pratiche, ma il numero medio di indicatori utilizzati è più alto, con un valore di 3,3.
Secondo gli autori del rapporto, un numero elevato di metriche Esg è indicativo di un impegno sostanziale verso la sostenibilità. Al contrario, una bassa varietà di indicatori potrebbe denotare un approccio superficiale, concentrato solo su questioni di marketing e non su un reale impegno a favore della sostenibilità aziendale. Quindi, la presenza di più metriche dovrebbe suggerire un reale interesse da parte delle aziende, ma esiste il rischio che queste siano scelte per la loro accessibilità piuttosto che per la loro rilevanza.
I progressi e le criticità nella retribuzione legata agli Esg
Negli ultimi cinque anni, i fattori Esg hanno acquisito maggiore peso nei pacchetti retributivi dei CEO. Nello specifico, la percentuale di retribuzione variabile legata a fatti Esg è cresciuta dal 13% al 18% per le incentivazioni a breve termine, e dal meno del 20% al 22% per quelle a lungo termine. In Italia, le aziende destinano il 20% della retribuzione a breve termine e quasi il 25% a lungo termine a fattori Esg. È interessante notare che molte aziende stanno spostando il focus verso incentivi a lungo termine, con oltre il 50% che stabilisce obiettivi Esg in questa categoria nel 2022, rispetto al 5% nel 2018.
Tuttavia, resta da chiarire la reale efficacia di tali obiettivi. Gli autori dello studio fanno notare che, nonostante ci sia una transizione da metriche qualitative a quantitative, molte di queste ultime risultano generiche e difficili da valutare in modo concreto. La mancanza di obiettivi chiari rende complessa la valutazione delle performance aziendali riguardanti le metriche Esg. Ad esempio, in Italia è più comune non stabilire obiettivi rispetto ad altre nazioni, come la Germania, dove è prassi stabilire obiettivi chiari per la maggioranza delle metrics utilizzate.
Il valore delle metriche Esg: domande aperte
Un altro punto di analisi è il tasso di raggiungimento degli obiettivi Esg: nel 2022, la maggior parte delle aziende ha raggiunto con successo i propri obiettivi di compensazione a breve termine, anche quelli legati agli Esg. Questo potrebbe significare che gli obiettivi fissati non siano particolarmente impegnativi o che le aziende selezionino metriche nelle quali si sentono più forti, praticando quel che si definisce cherry picking.
Non emerge, dal rapporto, un deterioramento degli indicatori economici, come fatturato e produttività, in concomitanza con l’aumento dei salari legati ai criteri Esg. Ciò suggerisce che le aziende non stiano affrontando trasformazioni radicali nei loro modelli di business. Tuttavia, questo può essere influenzato da vari fattori, inclusa la possibilità che le metriche Esg siano principalmente misurate su obiettivi che non compromettano il profitto.
Questa analisi si presenta come un importante punto di riferimento per riflessioni future, indebolita però dall’incertezza su quanto le aziende stiano effettivamente sostenendo la sostenibilità. L’adozione di misure significative che traccino un reale impegno nei confronti della sostenibilità resta un obiettivo cruciale nelle politiche aziendali di oggi e di domani.