L’uso dell’intelligenza artificiale è diventato un tema centrale nel dibattito sulla sicurezza pubblica. Le forze dell’ordine possono ora analizzare rapidamente dati provenienti da fonti diverse, come i social media e le telecamere di sorveglianza. Grazie a queste tecnologie, è possibile individuare potenziali minacce con maggiore velocità, migliorando la risposta alle emergenze. Questa questione è stata al centro di una tavola rotonda organizzata all’Università della Calabria dalla Guardia di Finanza, alla quale hanno partecipato figure istituzionali di spicco.
L’importanza dell’analisi dei dati
Wanda Ferro, sottosegretaria all’Interno, ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale nell’ambito della sicurezza pubblica. Le forze dell’ordine possono avvalersi di questa tecnologia per analizzare grandi quantità di dati, facilitando l’individuazione di minacce in tempo reale. La combinazione di diverse fonti di informazioni consente di avere un quadro più completo e dettagliato delle situazioni emergenziali. Tuttavia, Ferro ha messo in guardia sui rischi associati all’uso dell’IA. L’analisi dei dati può infatti comportare errori di valutazione, noti come “allucinazioni dell’IA”, che potrebbero portare a decisioni sbagliate.
Criticità legate all’intelligenza artificiale
Tra le problematiche sollevate nel corso dell’incontro, uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’uso illecito dell’IA. Tra le varie tecnologie emergenti, i deepfake rappresentano una minaccia significativa, poiché possono essere utilizzati per diffondere notizie false o danneggiare la reputazione di soggetti pubblici e privati. In aggiunta, la criminalità informatica ha già iniziato a sfruttare l’intelligenza artificiale per realizzare attacchi avanzati come i ransomware. Questi malware possono bloccare interi sistemi informatici, richiedendo pagamenti per il ripristino dei dati. È evidente quindi che, sebbene l’IA possa offrire vantaggi strategici, il suo uso deve essere regolamentato per evitare conseguenze negative.
Collaborazione e prevenzione nella cybersecurity
Il generale di divisione Gianluigi D’Alfonso, comandante regionale della Guardia di Finanza in Calabria, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni nel campo della cybersecurity. Durante l’evento, D’Alfonso ha specificato che l’IA è un settore in rapida evoluzione e necessita di competenze trasversali per affrontare le sfide attuali, che minacciano la sicurezza economica e finanziaria. Il suo intervento ha messo in luce come, soprattutto nella regione Calabria, la criminalità organizzata si avvalga sempre più di moderne tecnologie per svolgere le proprie attività illecite.
Prevenzione delle truffe
Durante la tavola rotonda, il focus si è spostato anche sulle diverse tipologie di truffe alle quali le forze dell’ordine devono prestare attenzione. D’Alfonso ha affermato che le truffe più comuni colpiscono, in particolare, le persone anziane e le fasce vulnerabili della popolazione. Per questo motivo, la Guardia di Finanza sta sviluppando strategie mirate per identificare e contrastare queste forze di sfruttamento, oltre a occuparsi di frodi più complesse che implicano l’ingresso nei circuiti finanziari. L’obiettivo finale è prepararsi adeguatamente per prevenire e reprimere comportamenti illeciti che si avvalgono dell’intelligenza artificiale.
La tavola rotonda ha quindi messo in evidenza la necessità di un approccio bilanciato e consapevole nell’applicazione dell’IA nelle forze dell’ordine. La tecnologia può essere un alleato efficace, ma comporta anche rischi che devono essere gestiti con attenzione e responsabilità.