Al Centro Recupero LIPU, situato in via Aldovrandi a Roma, è avvenuta la liberazione di alcuni cardellini che erano stati sequestrati lo scorso 13 febbraio 2024. L’operazione svolta dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma ha coinvolto anche il supporto dei Carabinieri del Nucleo Forestale e del CITES per garantire la protezione di questi uccelli, simbolo della fauna selvatica. Questa vicenda mette in luce l’importanza della tutela degli animali e gli sforzi delle forze dell’ordine nel prevenire crimini contro la natura.
Il fermo e il sequestro: un’operazione decisiva
Il 13 febbraio 2024, durante un controllo di routine della circolazione stradale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno fermato un’autovettura sospetta. A bordo dell’auto si trovavano due uomini, di 68 e 55 anni, entrambi originari di Roma e con precedenti penali. Il controllo ha portato alla scoperta di quattro gabbie contenenti 16 esemplari di cardellini, una rete per uccellagione, un cesto per la custodia degli uccelli e tre dispositivi elettronici per richiamo acustico. Inoltre, sono stati rinvenuti un coltello da caccia, una roncola e due cartucce calibro 12.
Le attrezzature e gli uccelli rinvenuti hanno subito destato grande preoccupazione, portando i Carabinieri a proseguire le ispezioni all’interno delle abitazioni dei due fermati. All’interno degli appartamenti, le forze dell’ordine hanno trovato ulteriori evidenze del crimine: un’altra gabbia con ulteriori due cardellini, una voliera contenente 22 piccioni e tre gabbie retate. Il materiale raccolto è stato consegnato agli esperti, mentre gli uomini sono stati denunciati per diverse violazioni della legge sulla tutela della fauna selvatica.
Le accuse e le conseguenze legali
I due uomini arrestati si sono trovati di fronte a gravi accuse. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Roma per vari reati tra cui “detenzione di uccelli appartenenti a fauna selvatica”, “utilizzo di richiami acustici meccanici o elettromeccanici”, “detenzione di trappole per fauna selvatica” e “porto di armi e oggetti atti a offendere”. Anche la detenzione abusiva di armi ha contribuito a complicare la loro situazione legale. La legge sulla protezione della fauna selvatica è rigorosa, e i due uomini rischiano conseguenze severe, ma fino a una condanna definitiva, rimane in vigore la presunzione di innocenza.
Le indagini hanno posto l’accento sulla necessità di difendere ed educare il pubblico riguardo le pratiche illegali legate al traffico di animali selvatici. Non soltanto i cardellini ma molte altre specie avicole sono minacciate da azioni di bracconaggio che mettono a rischio la biodiversità locale.
La liberazione degli uccelli e l’importanza della tutela ambientale
Dopo un periodo di custodia presso il Centro Recupero LIPU, i cardellini recentemente liberati sono stati riabilitati e rilasciati nel loro habitat naturale. Questa operazione ha rappresentato un traguardo importante, sottolineando il ruolo cruciale delle associazioni di protezione animali e delle forze dell’ordine nella custodia della fauna. Il Centro Recupero LIPU si dedica costantemente al recupero e alla riabilitazione di esemplari salvati da condizioni pericolose e illegali.
La liberazione degli uccelli avviene in un contesto più ampio che vede la lotta contro il bracconaggio e il traffico di animali alati. Le azioni delle autorità italiane sono un passo necessario per garantire un ambiente più sicuro per la fauna selvatica, assieme a programmi di sensibilizzazione pubblica per prevenire futuri reati. Questo evento evidenzia un impegno fondamentale verso la salvaguardia della biodiversità e la necessità di percorsi educativi che indirizzino la popolazione verso pratiche sostenibili riguardo gli animali e la natura.