L'Inno Nazionale Italiano: Storia e Riconoscimento dell'Inno "Il Canto degli Italiani"

L’Inno Nazionale Italiano: Storia e Riconoscimento dell’Inno “Il Canto degli Italiani”

L’inno nazionale italiano, “Il Canto degli Italiani”, composto nel 1847 da Michele Novaro e Goffredo Mameli, è un simbolo di unità e libertà, riconosciuto ufficialmente solo nel 2017.
L27Inno Nazionale Italiano3A Sto L27Inno Nazionale Italiano3A Sto
L'Inno Nazionale Italiano: Storia e Riconoscimento dell'Inno "Il Canto degli Italiani" - Gaeta.it

Il famoso inno nazionale italiano, “Il Canto degli Italiani”, ha origini che risalgono al 1847, un anno che segnò profondi cambiamenti nella storia musicale e patriottica d’Italia. Composto dal genovese Michele Novaro su testo del giovane Goffredo Mameli, l’inno riflette il fervore patriottico dell’epoca risorgimentale. Questo articolo esplorerà la genesi del brano, la sua popolarità storica e il riconoscimento ufficiale, fino agli sviluppi recenti riguardanti la sua esecuzione.

La nascita di “Il Canto degli Italiani”

Nel 1847, Michele Novaro, in qualità di direttore dei cori al Teatro Carignano di Torino, ricevette una poesia che avrebbe segnato la storia d’Italia. Goffredo Mameli, un giovane poeta affascinato dall’idea di un’Italia unita e libera, inviò il suo testo che cominciava con le celebri parole “Fratelli d’Italia”. Novaro, inspirato dalla forza espressiva delle parole di Mameli, compose rapidamente una melodia che sarebbe diventata l’inno nazionale del nostro Paese. In pochi mesi, “Il Canto degli Italiani” guadagnò popolarità e si affermò come canto patriottico tra i movimenti che aspiravano all’indipendenza italiana.

Durante un’epoca in cui i canti patriottici in lingua italiana e dialettale si diffondevano rapidamente, il brano di Novaro e Mameli si distinse nettamente per il suo messaggio unitario. Non si trattava solo di una composizione musicale, ma di un simbolo per una nazione che lottava per la libertà e l’unità. I due artisti, entrambi appassionati sostenitori della causa risorgimentale, si impegnarono in prima linea: Mameli perse la vita combattendo nella difesa della Repubblica romana, mentre Novaro continuò a dedicarsi alla musica e all’organizzazione di manifestazioni a favore dell’unità del Paese.

Il riconoscimento ufficiale dell’inno

Nonostante la sua imponente diffusione, “Il Canto degli Italiani” non venne immediatamente riconosciuto come l’inno nazionale italiano. Solo nel 2017, con la legge 4 dicembre n. 181, venne ufficialmente proclamato inno nazionale, ma in una forma provvisoria. È interessante notare che la fama di questo inno crebbe a tal punto che nel 1862 Giuseppe Verdi, all’epoca invitato a comporre un inno per l’Esposizione Universale di Londra, scelse di includere “Il Canto degli Italiani” insieme ad altri due inni nazionali, pur non essendo ancora ufficiale.

L’inno guadagnò così una notorietà non solo in patria, ma anche all’estero, tanto che divenne un simbolo di unità e determinazione. Questa popolarità duratura ha contribuito alla sua inclusione nelle cerimonie ufficiali nel corso degli anni, nonostante i diversi riconoscimenti ufficiali abbiano avuto un percorso tortuoso e a volte complicato.

L’attualità dell’inno e le sue esecuzioni

Negli ultimi mesi, è stata presentata una bozza di decreto attuativo riguardante l’inno che stabilisce norme per la sua esecuzione nelle occasioni ufficiali. Questo decreto accenna vagamente alla presenza dell’originale del testo di Novaro nel Museo del Risorgimento di Genova, tuttavia presenta alcune problematiche interpretative.

Il prof. Maurizio Benedetti, studioso e curatore di una recente pubblicazione sul tema del Conservatorio di Torino, ha evidenziato delle discrepanze riguardo all’esecuzione dell’inno. Un aspetto importante è l’uso contemporaneo di eseguirlo in accompagnamento a movimenti militari in occasioni di cerimonie, il che secondo Benedetti snaturerebbe le caratteristiche intrinseche al brano stesso. “È fondamentale riconoscere,” ha sottolineato, “che ‘Il Canto degli Italiani’ è un canto e non una marcia.” Questo richiamo a una corretta prassi musicale attende di trovare spazio nelle nuove direttive ufficiali, affinché l’inno possa rimanere un simbolo autentico della tradizione italiana, mantenendo intatto il suo messaggio di unità e libertà.

Change privacy settings
×