Mortale incidente dello scooter a Milano: nuova analisi dell’incidente di Ramy Elgaml

Mortale incidente dello scooter a Milano: nuova analisi dell’incidente di Ramy Elgaml

Un incidente stradale a Milano ha causato la morte di Ramy Elgaml, 19 anni, sollevando interrogativi sulle procedure di inseguimento e divergenze tra le perizie degli esperti coinvolti.
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Mortale incidente dello scooter a Milano: nuova analisi dell’incidente di Ramy Elgaml - Gaeta.it

Ramy Elgaml, un ragazzo di appena 19 anni, ha perso la vita in un tragico incidente stradale a Milano durante uno inseguimento, che ha lasciato la città in lutto. Il sinistro, avvenuto lo scorso novembre, ha suscitato un ampio dibattito sulla dinamica dell’incidente, in particolare per il confronto tra le perizie presentate dai consulenti. Di recente, l’ingegnere Matteo Villaraggia, esperto ingaggiato dalla famiglia di Ramy, ha fornito una nuova interpretazione dell’accaduto, che differisce da quella della Procura.

La perizia di Matteo Villaraggia: ricostruzione alternativa

L’analisi condotta da Villaraggia ha portato a una conclusione significativa: l’impatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter di Ramy non si sarebbe verificato vicino al palo del semaforo, ma poco prima dell’intersezione. Secondo il consulente, i veicoli coinvolti si trovavano affiancati in quel momento. Villaraggia ha anche ipotizzato che se lo scooter non fosse stato urtato, Ramy potrebbe aver proseguito sulla sua traiettoria rettilinea, evitando di schiantarsi contro il palo collocato all’angolo tra via Ripamonti e via Quaranta.

Questa nuova ricostruzione mette in discussione gli eventi come descritti da altri esperti. La versione alternativa non soltanto offre un altro punto di vista sulla dinamica dell’incidente, ma accende anche interrogativi sulle procedure durante l’inseguimento e sulla possibile responsabilità dei veicoli delle forze dell’ordine coinvolti.

Contrasto con la relazione della Procura di Milano

La perizia presentata dall’ingegnere Domenico Romaniello, consulente per la Procura di Milano, si discosta notevolmente da quella di Villaraggia. Romaniello ha sostenuto che non si sarebbe verificato alcun urto preliminare nell’area non sorvegliata dalle telecamere, come riportato nella relazione della polizia locale. Questa disparità di opinioni fra i due esperti solleva interrogativi non solo sulla ricostruzione del sinistro stesso, ma anche sulle procedure di indagine riguardanti gli incidenti mortali in contesti così complessi.

A supporto della sua tesi, Villaraggia ha indicato che l’urto, seppur tangenziale e di lieve entità, non ha causato immediatamente la caduta del motociclista e del suo passeggero. Al contrario, ha spiegato che la frenata improvvisa attuata da Fares Bouzidi, l’amico che guidava lo scooter, avrebbe portato a una variazione di traiettoria verso sinistra, culminando nella perdita di controllo e nella caduta.

Implicazioni e reazioni

L’esito di queste perizie e le divergenze tra le analisi sollevano finalmente questioni cruciali sul ruolo delle autorità durante le operazioni di inseguimento e sull’adeguatezza delle procedure adottate in situazioni di emergenza. La famiglia di Ramy, attraverso la propria avvocata Barbara Indovina, ha espresso la necessità di chiarire i dettagli dell’incidente non soltanto per ottenere giustizia, ma anche per evitare simili tragedie in futuro.

La comunità di Milano attende ora l’evoluzione delle indagini, mentre la tragedia di Ramy continua a far discutere, evidenziando la necessità di un trattamento più attento e responsabile nel corso di operazioni di polizia. Non è solo una questione legata al caso specifico, ma un tema di sicurezza stradale di rilevanza assoluta che coinvolge l’intera cittadinanza.

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